E’ ancora possibile visitare la mostra fotografica di Francesco Noferini “AFRICA INBIANCOENERO” allestita a Villa Pecori Giraldi, mostra che resterà aperta anche in questo fine settimana, dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore 19,00.
Chi non lo avesse ancora fatto, è vivamente consigliato di non perdere l’occasione per vedere una bellissima mostra: allestimenti efficaci, testi significativi e soprattutto immagini bellissime. Stavolta Noferini ha superato se stesso, e le grandi immagini che ha messo in mostra fanno sentire con forza il fascino di una terra e di un popolo, quello della Costa d’Avorio, dove opera don Poggiali, la cui missione è sostenuta da decenni dall’Associazione Solidarietà Missionaria di Borgo San Lorenzo.
Commento di Paolo Omoboni, sindaco di Borgo San Lorenzo
“Partire per un viaggio in Costa D’Avorio, con l’obiettivo di conoscere in prima persona l’opera e il lavoro dell’Associazione Solidarietà Missionaria di Don Poggiali e riportare da quel viaggio una serie di immagini che permettono di essere partecipi di quella esperienza.
‘Meglio accendere un fiammifero che imprecare contro le tenebre’ è uno dei motti che muove l’Associazione nel suo impegno missionario. Il bianco e il nero degli scatti di Francesco Noferini riesce ad accendere una luce sulle condizioni di vita di quei popoli lontani, ma allo stesso tempo ci trasmette emozioni e sensazioni di vita, di speranza, di positività. Il bianco e il nero non è un semplice ingrediente della fotografia, ma piuttosto una forma espressiva che si manifesta con una gran forza comunicativa, in sintesi: un’arte. Un’arte che Francesco Noferini ci rende fruibile, comprensibile, vera.
Francesco appartiene a quella rara categoria di persone che si sentono parte di una comunità, e per quella comunità si mettono a disposizione. Francesco ha fatto della sua passione per la fotografia non un capriccio personale, ma un dono da mettere a disposizione di tutti. Poter ospitare la sua mostra nella splendida cornice di Villa Pecori Giraldi rappresenta un motivo di orgoglio per tutta l’amministrazione comunale”.
Commento di Giuseppina Carla Romby, docente universitaria di Firenze
“La tecnica, le inquadrature. Il taglio diagonale / accidentale rafforza la visione ravvicinata e inoltre genera un incalzare che evoca il movimento, la presa diretta, l’istantanea, l’intimità tra soggetto e fotografo. La veduta frontale consente di porsi in dialogo diretto con lo sguardo / la persona. Per i luoghi la scelta di alzare o abbassare il punto di vista permette di valutare il rapporto azione-osservatore. Il primo piano applicato alle persone esalta i caratteri d’espressione (stupore, allegria, diffidenza…). Il primo piano degli oggetti genera la profondità dell’immagine, esaltà peculiarità materiche e formali.
La scelta del bianco nero invece del colore. La scelta del bianco nero permette al contrario dell’accattivante uso del colore di ‘prendere le distanze’, di non lasciarsi ammaliare da quelle suggestioni che nell’immaginario collettivo vengono attribuite, un po’ superficialmente, ai popoli ed al continente africano. Il filtro del bianco nero si rivela di straordinaria efficacia per fissare immagini di persone che proprio per il colore della pelle sono state considerate altre e diverse. Il bianco nero di fatto è una dichiarazione d’intesa, permette il dialogo, riduce le distante materiali e colloca le immagini in una attualità fuori del tempo cioè le immagini appaiono sempre contemporanee”.
Commento di Luca Margheri, presidente ASSOMIS Onlus
“Sono del 2010 queste bellissime immagini e attimi fuggenti che Francesco Noferini, durante un viaggio insieme ad altri amici dell’ASSOMIS, ha voluto cristallizzare in ‘pellicola’ per poterci regalare quello che lui ha visto, sentito, odorato ed amato.
L’Africa ti entra nel cuore prepotentemente, mina le tue granitiche certezze, ti obbliga a ‘vedere’ dentro di te prima di ‘vedere’ gli altri, ti aiuta a leggere il mondo in modo completamente diverso, e, quando parlo di Africa, intendo la sua interezza e complessità, i suoi abitanti, i suoi costumi ed usi, i suoi tramonti ed i suoi paesaggi.
E’ grazie a Don Poggiali ed alcuni amici dell’ASSOMIS che più di dieci anni fa sono andato laggiù, da allora tante lune sono passate, ed ogni volta che ci ritorno è come fosse la prima, ho sempre qualcosa da imparare o qualcosa da sistemare dentro di me. Come dico a chi si appresa a partire volontario: ‘tu vai per dare aiuto e qualcosa di tuo, ma, in realtà, sei sempre tu a ricevere e da parte di tutti’.
Ringrazio Francesco che permetterà attraverso questi suoi meravigliosi quadri d’autore di conoscere e capire meglio l’Africa, la Costa d’Avorio, il suo popolo”.
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, ottobre 2014





