VICCHIO – Se i “Quarantaquattro gatti” di Barbara Ferigo, vincitrice della 10^ edizione dello Zecchino d’Oro, vivevano nella cantina di un palazzone, a Vicchio non vogliono essere da meno ed hanno permesso ad un ovicoltore di costruire un “condominio delle galline”. Non è uno scherzo. Infatti, nella piccola località di Mirandola, luogo ideale per le passeggiate, hanno costruito nei pressi delle abitazioni delle “casette” in legno, residenza per circa 1.200 galline. I cittadini, ovviamente, si sono lamentati ma proprietario ha dichiarato di avere tutti i permessi e quindi ai residenti non rimane altro che tapparsi il naso ed accettare la cosa di buon grado.
“C’è un gran puzzo – racconta una donna vicchiese – ed è un luogo molto frequentato, soprattutto da persone anziane, che passano di là durante le loro passeggiate per evitare le auto. In oltre questa struttura si vede anche dalla strada per andare alle Caselle. E non è bello. L’odore, poi, non migliorerà certo in estate”.
“Oggettivamente non possiamo fare niente – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica del Comune di Vicchio Simone Bolognesi – L’uomo ha presentato regolare domanda, ottenendo i permessi dalla Usl e da Arpat. Sono già stati presentati alcuni esposti, sono venuti a lamentarsi in Comune ma il fatto è che non siamo noi l’organo di vigilanza sanitaria”.
“Ho ricevuto quattordici ispezioni in sette mesi – si difende il proprietario Raffaele Lecca, ex candidato a sindaco – sono venuti gli animalisti, la Usl, Arpat, Regione Toscana… e tutti hanno stabilito che tutto è in regola, non ci sono maltrattamenti, cattivi odori né deturpamenti vari. Il problema, a mio parere, non esiste, visto che gli animali ci sono sempre stati, fin dal 2008/9 solo che prima non si vedevano perché stavano dietro la collinetta mentre adesso si vedono. L’allevamento non era voluto, questo è un dato di fatto, perché ‘deturpava il panorama’ e ci hanno denunciato, sempre in forma anonima. In ogni caso abbiamo superato tutte le ispezioni, compreso il test dell’odore che ha rivelato che non è presente al primo recettore sensibile. Credo che l’amministrazione comunale avrebbe potuto comportarsi diversamente evitando che tutto questo ‘caso’ montasse”.
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 13 marzo 2018




