
BORGO SAN LORENZO – Piste ciclabili e mobilità dolce. Questi i temi dell’affollato incontro, 80 persone, che si è tenuto ieri sera martedì 10 aprile dalle ore 21.00 fino alla mezzanotte al Centro d’Incontro in piazza Dante a Borgo San Lorenzo, appuntamento che fa parte del percorso partecipativo dell’Amministrazione comunale per far conoscere alla gente le scelte urbanistiche in cantiere, prossime e future, che disegneranno il territorio.

Il Comune di Borgo San Lorenzo costruirà entro l’anno una pista ciclabile urbana nei viali Resistenza, IV Novembre e Kennedy, attraversando l’ex binocolo ex ovonda oggi chiamata “racchetta”, collegando le rotonde della Conad e, dall’altra parte del Capoluogo lungo la Sp 551 Traversa del Mugello, di Villa Martini, finanziando l’opera con 135mila euro provenienti da un fondo regionale (articolo qui).

Hanno introdotto l’incontro gli interventi del sindaco Paolo Omoboni, dell’assessore ai Lavori Pubblici Giacomo Pieri e di quello al Traffico Enrico Paoli, supportati dai tecnici il comandante dei vigili Marco Bambi e l’ingegnere comunale Emanuele Grazzini per quanto riguarda il rispetto della normativa e le garanzie sulla sicurezza. Il sindaco e l’assessore Pieri hanno dichiarato in maniera forte l’intenzione di perseguire la mobilità sostenibile per un paese a misura d’uomo, in cui ci si possa spostare con una modalità diversa da quella dell’automobile. “Questo ci ha fatto molto piacere – ha detto Enrico Paci, presidente dell’associazione A ruota libera – perché si allinea alla nostra idea di quella che dovrebbe essere Borgo San Lorenzo”. Numerosi dal pubblico sono stati gli interventi. Molti tuttavia su questioni specifiche e personali, che sicuramente rivestono importanza e che dovrebbero essere incluse nelle considerazioni strategiche urbanistiche generali. E tenute di conto ogni volta che si vanno a fare modifiche urbanistiche. Ora, in questo specifico progetto, gli amministratori hanno presentato i cambiamenti come “poco invasivi”, ma qualcuno delle difficoltà rispetto al proprio caso le ha rilevate. Tuttavia le principali critiche sono emerse sul metodo e sul merito della pista ciclabile, come visione generale.

“Il Biciplan – ha detto nel suo intervento Matteo Lucii di A ruota libera – era la condizione necessaria per partecipare al bando regionale senza il quale non si sarebbe potuto parlare di finanziamento e quindi neanche di pista ciclabile. La richiesta è quella che lo strumento non debba rimanere limitato solo ad una funzione di convenienza per ricevere un contributo, ma che venga assunto come linea guida nelle progettazioni future. Cosa che non ci pare sia fatta: abbiamo visto il progetto preliminare di riqualificazione delle piazze e queste non prevedono piste ciclabili. Per cui quale è il ruolo del Biciplan per gli amministratori? Abbiamo fatto per questo un progetto integrativo per piazza Martiri e lo stiamo preparando per ognuna delle altre che verranno rifatte. Nelle prossime settimane lo presenteremo. Un’altra cosa che mi dispiace è che ci sia stato risposto, circa il Piano del traffico, che ‘si spera di averlo in contemporanea alla realizzazione delle piazze’. Il metodo non funziona, non si può costruire una casa senza avere uno studio sul terreno su cui si edifica”.
“Sono assolutamente a favore di questo intervento di realizzazione della pista – commenta la consigliera di Borgo Migliore Sandra Cerbai – perché la gente prende solo l’auto. Usare la bicicletta fa guadagnare in salute, certo, sempre che non si finisca sotto un camion. Quello che non condivido è la scelta della strada, che ha in sé tutto il traffico pesante. Avrei preferito parlare di una Borgo ciclabile più all’interno del paese. Ma capisco che bisognava trovare un modo per congiungerci alla stazione ferroviaria”.
Della stessa linea, meno comprensivo, è il parere di Enzo Squilloni, consigliere capogruppo di Borgo Migliore: “Condivido lo spirito generale dell’iniziativa che rientra nel programma elettorale del 2014. Trovo da eccepire su questo progetto, almeno per quanto abbiamo visto finora, aspettiamo quindi quello esecutivo. Perché a mio avviso non garantisce la sicurezza di chi andrà ad utilizzare la pista ciclabile, soprattutto anziani e bambini. Mi pare non ci siano le dotazioni adeguate ad una strada come la Traversa del Mugello, percorsa da tir, site e camion. Il comandante dei vigili e l’ingegnere del comune hanno rassicurato che la normativa è rispettata, ma questo non ci soddisfa nel caso specifico, anche solo considerando la sede stradale di viale IV Novembre. Inoltre l’idea di collegare le due rotonde, una ad ovest e l’altra ad est del paese, non ci pare significativa. Come principio generale penso fosse stato meglio congiungere luoghi usati dalla gente, come il polo scolastico o l’ospedale. E anche l’idea di eliminare i parcheggi su viale Kennedy ci sembra azzardata, anche se ci assicurano che ci sono diverse aree dedicate e parzialmente utilizzate nelle zone limitrofe”. Sulla sicurezza tuttavia si sono soffermati non solo il comandante Bambi e l’ingegnere Grazzini. “Ora abbiamo delle carreggiate a larghezza variabile – ha osservato Enrico Paci – dai tre ai cinque metri. Intanto andiamo a regolarizzare le corsie e ad uniformarle. Questo è il cardine della maggiore sicurezza che viene apportata. Perché diamo la percezione all’automobilista di essere dentro un binario e quindi di usare prudenza. Sono disincentivate così le manovre ‘pirata’ che vediamo tutti i giorni, come i sorpassi pericolosi. Sui flussi invece non cambia nulla. Una corsia è sempre tale che sia larga tre o quattro metri, le auto sempre in fila devono procedere. Ce lo ha detto anche il comandante dei vigili che la carreggiata a 3,5 m, come noi avremo, ha l’ampiezza di quella dell’autostrada. Non è che ‘stringo lo spazio per la macchina per far entrare la mia bici’. Semplicemente metto ordine alle strade. E da lì mi accorgo che c’è anche spazio per far passare una ciclabile”.
Fabrizio Nazio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 aprile 2018


