
E’ scoppiato un bel casino a Borgo San Lorenzo, con la questione delle “case popolari”. Il comunicato della giunta, diffuso la scorsa settimana ha fatto saltare parecchi nervi, e siamo ormai al tutti contro tutti, con divisioni non solo e non tanto tra Pd e Borgo Migliore, ma con contrasti anche all’interno dei due gruppi di maggioranza.
Il detonatore lo ha fatto in particolare l’invito rivolto ai cittadini da Ilaria Bonanni, assessore ai servizi sociali (Pd): “L’attività di verifica del Comune –si legge nel comunicato del Comune- andrà avanti con un controllo incrociato di banche dati con la GdF, ma anche attraverso la collaborazione diretta dei cittadini che “possono segnalare agli uffici mantenendo l’anonimato – dice l’assessore Ilaria Bonanni -, situazioni che sembrano o possono essere irregolari”.
Ma non è neppure piaciuta, in particolare ai vecchi amministratori, la sorta di primogenitura che la nuova giunta ha in qualche modo palesato, vantando i numeri del “pugno duro” contro “i furbetti” come una novità e un proprio merito. Senza fare alcun riferimento alle azioni del passato.

Così, ad esempio, l’ex-assessore ai servizi sociali (pd) Silvia Giovannini su Facebook, polemicamente, ricorda di aver esposto in consiglio comunale, solo pochi mesi fa, situazione e interventi in merito agli alloggi di edilizia residenziale pubblica, e in consiglio –lo nota facendo riferimento evidentemente al sindaco e all’assessore Pieri-:
“c’erano anche alcuni importanti esponenti del nuovo governo comunale. A loro dico che si può sempre fare meglio, ma non occorre, per guidare l’auto, inventare di nuovo la ruota. Sfratti, dilazioni di pagamento e riassegnazioni sono la normale prassi che si produce facendo rispettare la Legge, cosa che ci vantiamo di avere sempre fatto. E allora, “amici cari”, lasciate a Cesare ciò che è di Cesare, e se vi è possibile, evitate di cercar credito infamando, a torto, chi vi ha preceduti. E’ un giochino dal respiro corto che finisce subito studiando/consultando un pò di carte/files. Vi abbiamo votato e sostenuto -conclude Giovannini-, abbiate la buona creanza di non farcene pentire troppo presto”.
Anche la capogruppo del Pd Sonia Spacchini lo sottolinea: “da quel che ne so non mi pare che la passata amministrazione sia stata assente sul tema”.
Ed effettivamente, a qualche mese dalla scadenza della giunta Bettarini, l’allora dirigente del servizio Alessandra Pini rispondendo a un’interrogazione del capogruppo della lista civica “Per Borgo” Giacomo Bagni faceva presente “che sono state avviate n. 20 procedure di sfratto, n. 6 con primo accesso Ufficiale Giudiziario ad aprile, da qualche mese direttamente l’ufficio controlla i mancati pagamenti sui tabulati di Casa spa, convoca gli assegnatari e sigla con loro accordi per il pagamento dei canoni arretrati”.

Ma Spacchini ha rilievi critici soprattutto sull’aspetto dell’invito a fare segnalazioni “anche anonime”, e prende nettamente le distanze dall’assessore del suo stesso partito:
“Bisogna fare attenzione, sono cose molto delicate, e c’è il rischio che si inneschino meccanismi poco positivi. Intendiamoci. E’ giusto e doveroso che l’ente locale, insieme agli enti preposti, facciano tutti i necessari controlli. Si sta parlando di un patrimonio pubblico, e ci sono persone in difficoltà che sono in lista d’attesa. Ma invitare la gente a puntare il dito mi sembra una cosa parecchio fuori luogo: non è opportuno invitare a entrare nel merito della vita altrui e nelle difficoltà altrui. Perché accanto ai furbetti ci sono anche persone in difficoltà, si tratta di un tema molto delicato. Chi fa il furbo danneggia chi ha davvero bisogno, e abbiamo gli strumenti per scoprirlo. Ma da qui a dire, venite in comune a segnalare, beh, lo dico in modo pacato, senza polemica, mi sembra un passo eccessivo”.

Pronta la replica del sindaco Paolo Omoboni e dell’assessore Bonanni.
“La buona gestione del patrimonio ERP di un comune –scrivono in una nota- passa da controlli rigorosi sui bandi di assegnazione e sui requisiti di permanenza negli alloggi; non possiamo permetterci opacità e dubbi sulle assegnazioni o sulle permanenze, perché la politica di un ambito così delicato e socialmente sensibile come quello abitativo, ha bisogno di un sostegno popolare che passa dalla piena trasparenza ed equità. Soprattutto in momenti di crisi come quello che stiamo attraversando nel quale molte famiglie fanno fatica a pagare affitti e mutui e molte altre rinunciano a progetti di vita che preveda l’affitto o l’acquisto di una casa, dobbiamo dimostrare che le case popolari vanno e rimangono a chi veramente ha i requisiti richiesti. Riceviamo giornalmente persone che ci pongono problemi di questo tipo e che ci invitano a verificare bene i requisiti degli assegnatari, è diventata una leggenda metropolitana il possesso della “mercedes” da parte degli assegnatari: ecco noi vogliamo sgombrare ogni dubbio attraverso controlli e verifiche in parallelo con la Guardia di Finanza; si tratta di una politica di sinistra che si orienta verso le fasce veramente deboli della popolazione, le difende e prova a risolvere i problemi della casa. In questo contesto abbiamo invitato chi sospetta qualcosa a rivolgersi con fiducia a noi e non alimentare il circuito delle leggende metropolitane, nutrendo dubbi sulla trasparenza del comune in materia di case popolari. I cittadini di Borgo devono sapere che sono governati da un’amministrazione trasparente che non ha nulla da nascondere e alla quale ci si può rivolgere con fiducia. Stabilire se le segnalazioni (che pur giungono comunque giornalmente) hanno o meno fondamento sarà cura dei nostri uffici; l’importante è avere chiaro che non si tratta di un invito alla delazione ma lo sforzo di dimostrare equità e trasparenza nei confronti di tutti. Affermare il contrario appare quindi strumentale e infondato”.

Ma Omoboni si trova ad essere contestato anche dai “suoi”. L’ex-assessore Paolo Francini, socialista, candidato nella lista di Omoboni “Borgo Migliore”, spara a zero contro quella che definisce “l’istigazione alla delazione” fatta dal Comune: “Continuo a essere dell’opinione che la proposta avanzata è torbida. E continuo a essere preoccupato”. E su Facebook litiga con l’assessore (anche lui di Borgo Migliore) Claudio Boni, che aveva difeso la scelta della giunta di sollecitare le segnalazioni dei cittadini: “Sono le autorita’ competenti –scrive Boni- che valutano se la segnalazione sia corroborata da fatti o meno. Cosi’ come col 117 segnali chi non esegue scontrino o fattura e la GF controlla. Se niente rileva, tutto ok.” Francini eccepisce sul valore delle denunce anonime, ma poi amplia il raggio della critica:
“Ti dico invece da cosa deriva la preoccupazione che ho espresso: deriva dal fatto che dopo mesi dall’insediamento non producete un fatto che sia uno. Siete fermi impalati agli slogan e alle promesse della campagna elettorale: non vi raccapezzate e non riuscite a tramutare una promessa in un fatto. Siete preoccupanti ed è bastata una banale osservazione per mettere la realtà attuale a nudo. Ho partecipato con entusiasmo alla nascita di Borgo Migliore, ma comincio a pentirmene.”
E così nel dibattito e nella polemica segnalazione sì-segnalazione no, sviluppatosi su Facebook, fioccano gli interventi. E non mancano i consensi e gli incoraggiamenti per la linea assunta dal Comune, con incitamenti al sindaco ad “andare avanti”. Ma c’è anche chi eccepisce, come Donatella Borsari:
Io da una amministrazione comunale mi aspetto che con autorevolezza sia garante della Legalità e del rispetto delle regole. E che si doti di procedure e di strumenti di controllo per verificare che tutti indistintamente le rispettino queste regole. Un’Istituzione che chiede che i cittadini si controllino reciprocamente mette a nudo una propria debolezza ed espone la sua funzione di verifica del rispetto delle regole all’arbitrarietà della denuncia proveniente dal singolo, che può sì essere animata da un principio di giustizia, ma anche da questioni personali e desiderio di mettere in difficoltà un “concorrente”. Mi chiedo, siamo sicuri che questa modalità non incida sulla qualità dei rapporti fra le persone? Siamo sicuri che non sia meglio cercare di costruire coesione sociale e fiducia fra i cittadini sulla base della certezza che c’è un Ente Pubblico super partes che è capace di garantire la tutela dei diritti di tutti?”
Il dibattito continua…
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 2014



