“Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo,
sto per vomitarti dalla mia bocca” (Ap 3,16)
Non possiamo più tacere.
Ce lo ricordano le immagini di alcuni servizi televisivi.
Ce lo ricordano coraggiosi scrittori.
Ce lo ricordano le nostre guide spirituali.
Ce lo ricordano le scritture.
Ce lo ricorda la nostra coscienza in modo sempre più assordante.
Come cristiani non possiamo dimenticare quello che Gesù ci ha insegnato certissimamente .
Siamo tutti figli di Dio.
Fratelli.
Saremo un giorno in Paradiso se avremo ospitato il forestiero.
Saremo un giorno insieme a Lui se avremo dato anche solo un bicchiere d’acqua al più piccolo e al più povero.
Dio stesso.
Il nostro destino comune è il Paradiso, è il vivere fianco a fianco con gli altri.
Gli altri sono il Paradiso. La solitudine è l’inferno.
Di fronte a queste verità di Fede io non posso dimenticare che chi rischia di assomigliare al ricco epulone e di non essere in paradiso sono io.
Siamo noi occidentali acculati e ricchi. Che lasciano le briciole …
Siamo noi il cui merito principale è di essere nati in un punto geografico diverso da altri .
Noi potremmo essere loro, i loro figli affamati potrebbero essere i nostri figli, i loro fratelli mariti e padri in guerra potrebbero essere i nostri, le loro mogli sorelle e madri stuprate potrebbero essere le nostre .
Se non Vogliamo ascoltare il Vangelo, i profeti di un tempo e di oggi, faremo la fine del ricco epulone .
Ancora più di altre volte mi sento vicino a tanti uomini come me, pur non credenti, che vedono in questi tempi rinnegare i più profondi e radicati principi che l’umanità ha faticosamente costruito nei secoli per vivere insieme: Uguaglianza. Fraternità. Libertà .
Cosa è rimasto ?
Solo brandelli sfilacciati.
Mi sento insieme a loro , fianco a fianco a cercare di ripristinare questa Sapienza che viene da lontano .
Viene dal Vangelo di Gesù.
Ma se togliamo le radici, l’albero cade : siamo indissolubilmente legati al nostro destino comune .
Un paradiso per tutti, per tutti, per tutti. Come fratelli, uguali e liberi .
L’alternativa è un inferno qui sulla terra fatto di paure crescenti, di falsità, di ansia, di prevaricazione, della legge del più forte, di egoismi che ci lasciano soli e infelici.
Di incognite scure e ignote .
Solo la fine del ricco epulone è nota e certa .
Alessandro Bettarini
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 26 luglio 2018


