BORGO SAN LORENZO – Gli esperimenti non sempre funzionano alla prima. Ma se l’obiettivo è positivo, vale la pena sperimentare e riprovare.
L’Ingorgo Letterario era una buona idea: dare spazio all’editoria e alla letteratura va sempre bene e fa sempre bene. Pur consapevoli che si tratta comunque di ambiti di nicchia, perché cultura e lettura non conoscono, oggi, una stagione felice.
Ma l’evento, complessivamente, non ha avuto un grande successo. Nelle due giornate molti sono stati gli appuntamenti –presentazioni e incontri- rimasti parecchio vuoti. E solo il pomeriggio di domenica, grazie soprattutto all’incontro di Matteo Lucii, grazie all’ottimo e capillare lavoro di promozione fatto dall’autore, ha avuto la sala piena, e ha fatto da traino positivo per la parte conclusiva dell’evento.
E’ un peccato, perché il lavoro di Serena Pinzani e della Pro Loco è stato encomiabile: bell’allestimento, buona distribuzione degli spazi, un evento di livello. E allora perché per tre quarti l’esito è stato deludente?
Due a nostro giudizio i difetti principali. L’Ingorgo Letterario, e ancor più i singoli eventi dell’intero programma, non sono stati comunicati e pubblicizzati a sufficienza. Pochissimi, tra coloro che varcavano la soglia di Villa Pecori avevano idea di quale incontro o presentazione erano in programma. Senza l’informazione puntuale e diffusa per tempo, pretendere che la gente venisse a seguire questo o quell’evento era piuttosto azzardato. Secondo difetto, gli appuntamenti erano davvero troppi. Mettere cinque incontri in contemporanea per ciascuna ora, con un totale di decine di incontri ogni giorno è stato un azzardo pagato caro: del resto non siamo certo il Salone del Libro di Torino.
Tanto più che non si è riusciti ad ampliarne la valenza, ovvero a farne un evento mugellano. E se si restringe in buona parte la platea ai borghigiani, è evidente che sia più difficile riempire le sedie.
Inoltre, sono mancate totalmente –salvo una coraggiosa classe del “Chini”- le scuole. E qui pare proprio che ciò sia stato dovuto al colpevole disinteresse degli istituti scolastici locali e al corpo docente.
Si è parlato di bullismo, con un libro-testimonianza di un ragazzo mugellano, e la sala doveva essere strapiena di ragazzi. Che invece son stati fatti rimanere in aula. E più in generale, se non si fanno partecipare i ragazzi delle superiori all’unico evento di livello dedicato alla lettura che si tiene in zona, si dimostra parecchia miopia. Per le scuole è stata davvero un’occasione persa.
Che però non sia un’occasione persa per l’iniziativa in sé. Si faccia tesoro, senza nasconderli dietro la soddisfazione di facciata, dei difetti riscontrati, si introducano le modifiche necessarie. Ma si pensi a una seconda edizione. Magari più intensa e meno affollata di incontri, sicuramente comunicata meglio, ma non si rimetta nel cassetto l’idea. Perché di libri e di lettura, e di cultura c’è sempre bisogno. E adesso ancor di più.
Il Filo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 13 novembre 2018



3 commenti
https://www.youtube.com/watch?v=X2risXrkjfY
insomma un evento con poca partecipazione e scarsissima affluenza. Un po’ come il Referendum a Dicomano-San Godenzo.
evento per dirla semplice “andato malissimo”
Amara realtà
un flop..a parte la girnata indove il SIGN lucii l ha invitato i su amici
ma dico io ce’ digia’ l’ingorgo sonoro o dategli un’altro nome!!
Provate a cambiargli nome, Ingorgo ai borghigiani non piace. Un po’ di fantasia su su