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MUGELLO – Natale è sinonimo di festa, serenità e gioia. Ma non per tutti. C’è, infatti, chi ha passato questo periodo con il magone allo stomaco, per la paura di non arrivare a fine mese, stando attento ad ogni minima spesa, magari celando la preoccupazione dietro un sorriso per non guastare le feste ai suoi cari. È il caso dei dipendenti dell’AS srl, azienda di pulizia e facchinaggio che lavora anche per il “Gruppo Una”, catena alberghiera che comprende anche “Villa Le Maschere”, nel Comune di Barberino e “Poggio dei Medici” a Scarperia e San Piero. 
“Il 14 dicembre – racconta un dipendente – ci hanno comunicato dall’azienda che il mese di novembre sarebbe stato retribuito solamente alle forze attualmente a lavoro. In pratica, chi aveva lavorato a novembre non sarebbe stato pagato perché a dicembre, bassa stagione, non era più sotto contratto. È stata una brutta notizia, ci siamo sentiti accantonati”.
A dicembre, visto che il Poggio dei Medici è chiuso erano rimasti a servizio 9 persone che hanno ricevuto lo stipendio ma non la tredicesima. Ancora peggio è andata a chi invece non era più in servizio e non solo non ha ricevuto la tredicesima, ma neanche TFR o stipendio. 
“Abbiamo – continua il lavoratore – quindi deciso di rivolgerci sia ad AS che a Una attraverso una lettera nel quale facevamo presente sia i nostri diritti che le nostre esigenze, alla quale non ci è mai arrivata risposta. Per questo motivo abbiamo indetto, con il sostegno di CGIL, uno sciopero per il 31 dicembre ed un picchetto davanti ai cancelli del Resort per il 1° gennaio. Solo qualche giorni prima della protesta l’azienda ha cercato il dialogo inviandoci una comunicazione nella quale si impegnavano a pagare, senza darci una data precisa e, soprattutto, solo per il personale in servizio a Le Maschere. L’offerta, ovviamente, non è stata ritenuta sufficiente ed abbiamo deciso di andare avanti con la manifestazione alla quale ha partecipato quasi la totalità dei dipendenti AS. Durante il picchetto siamo stati ricevuti dal direttore dell’hotel che ci ha concesso un acconto sullo stipendio, per tutti e con una data precisa: il 7 gennaio. In seguito concorderemo il saldo. Certo, avremmo preferito riscuotere tutto e subito ma di questi soldi noi abbiamo bisogno per vivere e non ce la siamo sentita di rinunciare ad un’offerta che, quantomeno, comprendeva tutti i dipendenti e non solo una parte”.
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 gennaio 2019




