
BARBERINO DI MUGELLO – Cgil, Cisl e Uil festeggeranno il Primo Maggio 2024 e la festa del lavoro e dei lavoratori a Barberino di Mugello. Il programma prevede il ritrovo alle 9.30 in Piazza Cavour, e un corteo per le vie cittadine. Ci saranno poi i saluti del Sindaco Giampiero Mongatti e un comizio conclusivo di Daniele Collini, Responsabile Cgil Mugello.
“E’ una festa del lavoro in cui ancora c’è tanto da conquistare – dice il segretario generale Cgil Firenze, Bernardo Marasco-. Il lavoro svilito e destrutturato porta a due emergenze, che incontriamo anche nel nostro territorio: il lavoro povero e la mancanza di sicurezza sul lavoro. E spesso le due cose sono connesse, come si vede dalle dinamiche generate dai sistemi di subappalti, che vanno superate. Per questo vogliamo che attraverso le tradizionali manifestazioni la giornata del Primo Maggio, oltre ai temi dell’Europa sociale, riporti al centro dell’agenda delle istituzioni e della politica l’esigenza di un nuovo modello di lavoro, stabile e di qualità, presupposto per un nuovo modello di sviluppo socialmente e ambientalmente sostenibile.”
“Ci ritroveremo, unitariamente, nelle piazze del nostro territorio – dice il segretario generale della Cisl Firenze-Prato, Fabio Franchi – per ribadire che il sindacato continua nella sua azione di prendersi cura del lavoro e dei lavoratori, perché è un atto di democrazia, perché è un atto di partecipazione ed è un atto di giustizia sociale. Chiederemo a gran voce a tutti i responsabili della Terra di attivarsi responsabilmente per un rinnovato e concreto impegno per la pace giusta e la democrazia, in Europa e nel mondo.”
“Sicurezza, lavoro povero, carenza di investimenti: quello di quest’anno sarà un Primo Maggio ancora una volta di mobilitazione, in cui al centro c’è il tema della giustizia sociale – dice il segretario generale Uil Firenze, Paolo Fantappiè-. Sulla sicurezza sul lavoro, visto che i numeri nel 2024 continuano ad aumentare, chiediamo l’istituzione di una procura speciale e del reato di omicidio sul lavoro, oltre a norme che non permettano ai datori di lavoro responsabili di infortuni – mortali e non – di partecipare ai bandi pubblici. In Toscana e a Firenze è presente e radicato anche il fenomeno del lavoro povero: sono decine di migliaia le persone che guadagnano meno di mille euro netti al mese e tre quarti i contratti che sono precari, senza contare il mancato rispetto della contrattazione collettiva nazionale”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 Aprile 2024






