
SCARPERIA E SAN PIERO – Il titolo può creare una certa ansia, perché tutto è possibile, ma i Gorilla ai quali ci si riferisce non sono i noti primati che popolano alcune zone dell’Africa. “Gorilla” in questo caso è infatti il nome di un progetto che da qualche anno – su iniziativa del Parroco, Don Daniele Centorbi – vede impegnato un gruppo di adolescenti di Campomigliaio, per facilitare momenti di aggregazione fra i bambini e i ragazzi della piccola frazione di Scarperia e San Piero. Un compito arduo per più di un motivo a partire dai fattori logistici, dato che le scuole, i servizi e i luoghi di lavoro di molti dei componenti le nuove famiglie residenti sono accentrati nei paesi limitrofi più grandi, o addirittura in città, rendendo più difficoltosi i momenti di incontro e condivisione.

Diverse sono state le iniziative fino ad oggi portate avanti dai Gorilla, con lo stimolo e l’approvazione del parroco, cose molto semplici, come momenti di ritrovo per giocare o consumare insieme una pizza in canonica.

Per il quarto anno consecutivo il gruppo si è cimentato nella realizzazione del presepe, raccogliendo l’eredità di Piero Salvadori, che ne ha allestiti tanti, bellissimi e significativi. E se Piero creava le sue pregevoli opere in ambientazioni ogni volta diverse (Spugnole, la campagna Toscana, ecc.), i ragazzi si cimentano su temi di riflessione. L’anno scorso, ad esempio, l’argomento scelto è stato “aprire nel deserto una strada al Signore”, con la capannuccia inserita fra le dune e la sabbia. Quest’anno il focus è la concomitanza con il Giubileo, e in particolare l’invito del Vescovo a dedicare l’Avvento di fraternità ad un progetto della Parrocchia della Madonna della Pietà di Massaranduba, in Brasile, nella città di Salvador Bahia. In questo modo, i nostri Gorilla hanno fatto sì che Gesù, nel 2024, nascesse proprio fra le baracche delle favelas brasiliane.
Del progetto in questione ha parlato esaustivamente Don Paolo Sbolci, già missionario per molti anni proprio nella parrocchia sudamericana, durante l’omelia della S. Messa del 26 dicembre, che è stato chiamato a presiedere nel giorno del S. Patrono della Chiesa di Campomigliaio. Il tema è stato poi ripreso da Don Marco Paglicci, che si trova adesso a Salvador Bahia, e che si è collegato via web con i parrocchiani di S. Stefano nel pomeriggio, durante lo svolgimento di una tombola, il cui ricavato è stato devoluto proprio alla missione. Si tratta di un progetto educativo, attraverso il quale si cerca di infondere ai bambini e ai ragazzi che vivono in una realtà così complessa, quella fiducia della quale nessuno parla e nella quale nessuno crede più.

In questo contesto, quindi, anche un’iniziativa come questa, e un presepe fatto da giovani che vivono in un’altra parte del mondo, dove Gesù nasce in capanne come quelle abitate da loro, può farli sentire importanti, pensati e riconosciuti. È come se arrivasse un abbraccio vero, anche se da molto lontano, che raccoglie il messaggio auspicato dal progetto e dal Giubileo: la speranza in un mondo migliore.
Bravi Gorilla! Continuate, con il sostegno di Don Daniele e di tutta la Parrocchia di S. Stefano a Campomigliaio, la vostra opera di aggregazione giovanile: è dalle piccole cose che fioriscono i grandi progetti.
Elisabetta Boni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 31 dicembre 2024







