FIRENZUOLA – Buone notizie per il mondo del lavoro mugellano, e per la difesa di una delle sue professioni più antiche, quella degli scalpellini. Si è concluso, infatti, il primo corso organizzato dall’associazione Scalpellini di Firenzuola, nata per non far scomparire l’antico mestiere della lavorazione della pietra serena. Grazie al quale cinque allievi sono stati formati a questo antico mestiere.
Sono entusiasti i commenti di chi ha partecipato. Come Emanuele Vannini. 39 anni, di Valsalva – Castel del Rio, che lavora nell’edilizia, afferma: “Vivo in una zona dove la pietra serena è una tradizione. E ho voluto provare. E’ stata un’esperienza straordinaria: i maestri che ci hanno insegnato le nozioni fondamentali dell’incisione e della lavorazione della pietra sono stati fantastici. Abbiamo imparato che dal niente, da un blocco di pietra grezza si possono realizzare opere d’arte”.
“Giancarlo Tagliaferri – dice Simone Bonciani, presidente dell’associazione, che ha insegnato nel corso insieme ad Andrea Mini, Alessandro Conti e Alberto Adalberti -, è il nostro punto di riferimento. Da tempo in pensione, figlio di un bravissimo scalpellino, per le sue capacità e per l’ammirazione che abbiamo verso di lui lo chiamiamo il maestro. E lo ringrazio per la disponibilità. Così come ringrazio la fondazione Stefano Ricci, che finanzia questa scuola di scalpellini, così come il sindaco Giampaolo Buti, che ha dimostrato di credere fortemente nella nostra attività, e la sostiene con ogni mezzo, mettendo a disposizione prima il museo della pietra serena, poi gli ex-macelli. Quando sarà pronta la nuova sede lanceremo un corso professionale, che avrà sbocchi lavorativi”.
Un’esigenza, quella di altri corsi, conferma Bonciani, molto sentita: “Tanto che gli allievi hanno già chiesto di programmarne un secondo, di livello avanzato”. E si pensa che nei prossimi mesi inizieranno dei corsi professionali, anche per lavori fatti a mano, di ornato, per le assunzioni all’interno della filiera delle aziende di pietra serena c’è forte richiesta di manodopera specializzata. Ci sono diverse aziende che lavorano la pietra, è la base dell’economia del territorio.
Si pensa anche, per il futuro, alla possibilità di dare un contributo economico ai ragazzi che faranno i corsi. Gli organizzatori ringraziano la Fondazione Stefano Ricci, che li sostiene economicamente, e ricordano che gran parte dei negozi dello stilista sono in pietra serena e legno. Da parte loro un ringraziamento anche per il sindaco Giampaolo Buti che, affermano, “Ci sta dando una grandissima mano, abbiamo trovato un sostegno importante del Comune, Buti sta dando tantissimo è un pilastro importante, insieme alla Fondazione Ricci”
E c’è anche chi ha frequentato il corso per interesse di studio. Come Leonardo Squilloni, 29 anni. Che afferma: “Sono dottorando di archeologia medievale all’Università di Firenze, e mi sono iscritto al corso perché volevo studiare le tecniche tradizionali di lavorazione, le stesse che si usavano nel medioevo. E gli insegnanti sono stati molto bravi. Con il maestro Giancarlo che si è dimostrato un pozzo di scienza”. E aggiunge: “E’ stato molto utile. Capire come lavorare una pietra da come viene estratta in cava, fino alla squadratura finale”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 Luglio 2024





