E’ un vero colpo di scena. Anzi due. La famigerata centrale a biomasse di Petrona non sarà costruita -e neppure l’impianto per il pellet-. E’ un requiem definitivo. Con un doppio colpo micidiale al progetto. Primo fatto: la Renovo, l’azienda mantovana proponente centrale e produzione di pellet, non si è presentata a firmare il contratto e a versare la cifra necessaria -quasi un milione e mezzo di euro- per il definitivo acquisto dei terreni a Petrona. Aveva marcato visita già più volte, le è stato dato una sorta di ultimatum, ma il patron della Renovo non si è fatto vedere. perdendo anche caparre e acconti, circa 400 mila euro, che ristoreranno le casse della Pianvallico spa.
Non solo, il TAR ha accolto i rilievi del comitato contro la centrale, sostenendo che comunque, per realizzare l’opera, fosse necessaria una preventiva VIA, la Valutazione d’Impatto Ambientale
E ora che accade? La centrale resterà nelle cronache mugellane come l’opera più contrastata degli ultimi due anni, e rimasta sulla carta. Non è comunque escluso qualche strascico. Perché è probabile che la Renovo tenti la carta della richiesta danni nei confronti degli enti che l’avrebbero rallentata, fino al punto da rendere impossibile la realizzazione nei tempi dovuti dell’impianto. In particolare, per ottenere i contributi dal GSE, avrebbe dovuto accendere l’impianto di produzione dell’energia nel prossimo maggio 2017. Impossibile.
La Pianvallico spa sta già cercando altri imprenditori per sostituire la Renovo e utilizzare quei terreni, 5200 mq e 17 mila mq che rispettivamente sarebbero serviti per la centrale a biomasse e per l’impianto di produzione del pellet.
“Noi lo abbiamo sempre detto -commenta il sindaco di Scarperia e San Piero Federico Ignesti-. Eravamo e siamo a favore di iniziative nel campo delle energie rinnovabili. Ma non avremmo fatto sconti e favori a nessuno. Se tutto era in regola si sarebbe realizzato il progetto. Se non lo era… Così caparra e acconti sono stati incamerati dalla Pianvallico”. Sulle ragioni di questo disimpegno della Renovo Ignesti pensa si tratti di un ripensamento legato ai tempi: “Non ce l’avrebbero più fatta. E ho l’impressione che vogliano fare ricorso, contro la Città Metropolitana”.
“Quanto al ricorso presentato al TAR mi riservo di leggere la sentenza”, dice Ignesti. Ma poi un commento lo fa: “L’atto non è stato annullato. Ovvero era legittimo fare l’impianto nell’area produttiva prevista a Petrona dal piano urbanistico comunale. Solo che il TAR dice: occorre anche la VIA. Certo mi chiedo che credibilità possa avere a questo punto la legislazione regionale, visto che è una legge della Regione Toscana che dice che sotto il megawatt di potenza termica un impianto non ha necessità di VIA”.
Ignesti comunque un rammarico lo esprime: “Vedere che gli aspetti burocratici, le lungaggini amministrative frenano gli investimenti nel campo delle energie rinnovabili non mi rallegra certo. La Regione sbandiera che si deve investire nelle rinnovabili, e poi chi deve autorizzare affossa tutto”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 luglio 2016







3 commenti
Caro Sindaco, non si commenta dicendo “mi riservo di leggere la sentenza”. Prima si legge, poi si pensa e poi si commenta, soprattutto se si svolge un ruolo istituzionali, soprattutto per rispetto delle tante persone che ci hanno messo tempo, soldi, testa e cuore per questa causa. La sentenza NON ha detto che “era legittimo fare l’impianto nell’area produttiva prevista a Petrona dal piano urbanistico comunale”. La sua è mistificazione della realtà per salvare la sua faccia. I fatti sono diversi.
Questi sono i fatti e il contenuto della sentenza:
1. Il TAR non si è pronunciato sulla violazione del piano urbanistico perché il mancato screening per la Valutazione di Impatto Ambientale è il motivo più importante che assorbe le altre questioni, comprese la non conformità al piano urbanistico su cui quindi il TAR non perde tempe e NON si pronuncia. NON E’ VERO che ha dato ragione al Comune.
2. La sentenza dice che “nel merito il ricorso è fondato” e non irricevibile, infondato e inammissibile come sostenuto dal Comune.
3. La sentenza ha annullato sia l’autorizzazione alla centrale che la nota della Città Metropolitana e la delibera del Comune di Scarperia e San Piero che rispondevano alla nostra richiesta di riesame in autotutela.
4. I vincitori sono i cittadini ricorrenti. Il ricorso al TAR era contro il Comune e la Città Metropolitana, quindi i perdenti sono il Comune e la Città Metropolitana.
Si faccia spiegare la sentenza dall’avvocato del Comune lautamente pagato con i soldi pubblici e vedrà che sarà d’accordo con me.
Sindaco Ignesti, visto che tiene tanto a documenti e pareri di enti, autorità e altri organi “attestanti”, penso sarà finalmente tranquillo: Il Tribunale Amministrativo Regionale ha decretato che la Centrale a biomasse di Petrona non si farà.
Glielo aveva già chiesto la sua gente, ora gliel’ha detto la magistratura:AL MUGELLO NON SI BRUCIA.