SCARPERIA E SAN PIERO – Venerdì 23 Maggio alle ore 10 farà visita al Museo Gotica Toscana in località Ponzalla nel comune di Scarperia e San Piero la signora Gabriella, figlia del vigile centralinista ed eroe Erio Breri. A lui è legata a doppio filo la storia della liberazione di Firenze durante la Seconda Guerra Mondiale. L’ordine per l’insurrezione arrivò infatti su un telefono da campo tedesco: prima del suono della Martinella, trillò l’apparecchio che aveva i timbri di approvazione militare con la svastica nazista. Il centralinista era un vigile urbano fiorentino, Erio Breri, lo teneva nascosto a rischio della vita tra gli Uffizi e Palazzo Vecchio. Oggi quel pezzo di storia, rimasto in possesso e custodito dalla fine della guerra per tutta la sua vita dallo stesso Breri, si trova a Grosseto, dove vivono sua figlia Gabriella 84enne e il nipote Gianni Fanetti. L’apparato è ancora intatto, fabbricato nel 1942 e racchiuso nel suo guscio di bakelite, la plastica degli anni ’40. Con il telefono, Gabriella conserva anche la bobina di cavo telefonico di fabbricazione inglese, quella che il padre stese dagli Uffizi al Corridoio Vasariano per permettere il funzionamento dell’impianto, e un cilindro di metallo nel quale i partigiani inserivano documenti da consegnare agli alleati sull’altro lato dell’Arno. Ogni dettaglio di questa operazione, durata dal 6 all’11 agosto 1944 è stato ricostruito grazie al diario che Erio Breri, uomo meticoloso, scrisse durante quei giorni. E proprio grazie a quel diario, e agli appunti successivi sui materiali da lui conservati è stato possibile ricostruire questa storia incredibile.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 maggio 2025


