FIRENZUOLA- Emergono nuovi dettagli in merito all’allarme bomba, falso per fortuna, che nella serata di martedì 8 Agosto ha bloccato la circolazione dei treni ad alta velocità nella tratta tra Firenze e Bologna, con l’attenzione concentrata sulla galleria Firenzuola.
La telefonata anonima cha ha fatto scattare l’allarme è stata effettuata infatti proprio da una colonnina Sos della controgalleria di Scheggianico, il tunnel di servizio che serve a garantire la sicurezza e la eventuale evacuazione della galleria principale. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i sabotatori hanno divelto un cancello che si trova nei pressi di Firenzuola, sono entrati nella controgalleria e hanno effettuato la chiamata dopo aver messo fuori uso due telecamere di sicurezza, per non essere riconosciuti. E gli autori del gesto avrebbero anche danneggiato alcune strumentazioni elettriche e rubato delle chiavi magnetiche.
In seguito alla chiamata, l’altra sera, sono scattati i controlli della Polfer, i cui agenti hanno percorso lunghi tratti di galleria con una motrice illuminata, dando il via libera alla circolazione dei treni solo intorno alle 23.30. Pare invece che non abbia trovato conferme l’avvistamento di persone sui binari da parte di un macchinista, data la velocità cui viaggiano i treni in galleria.
Intanto, sul fronte delle indagini, si rafforza sempre più l’ipotesi di un collegamento tra i fatti e lo sgombero, avvenuto la mattina stessa, di un immobile occupato dal gruppo anarchico Corsica ’81, a Firenze. Tra gli occupanti, infatti, secondo la Digos ci sarebbe stato anche un giovane indagato e poi rilasciato per alcuni attentati sulla linea Firenze – Bologna, e anche proprio in quella galleria (articolo qui) e ritenuto responsabile nel 2022 di tre azioni a San Piero a Sieve, due a Firenzuola e uno nella frazione San Pellegrino. Proprio su di lui, che in passato avrebbe abitato a Firenzuola, si concentrebbe l’attenzione degli inquirenti.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 Agosto 2023


