MUGELLO – Estate, periodo di vacanze. Chi cerca l’avventura, in paesi dal gusto orientale, chi la pace in spiagge e resort balneari. Ma c’è anche chi spende le proprie vacanze estive pensando al bene di tutti. Come Anna Belli, mugellana classe 1995, che ha deciso di passare questi giorni di fine agosto ed inizio settembre non zu una spiaggia, ma al freddo dell’Islanda, precisamente a Thingeyri.
Cosa stai facendo a Thingeyri?
Sto partecipando ad una summer school organizzata dal Future Food Institute (di Bologna, fondato da Sara Roversi) e dalla FAO sull’industria alimentare e sugli impatti che quest’ultima ha sull’ecosistema all’interno del quale viviamo, con un particolare sguardo al tema del cambiamento climatico. Questa summer school ha come tema principale gli oceani, quindi come cercare di convertire la filiera produttiva legata principalmente alle attività di pesca in senso sostenibile, riducendo la produzione di CO2 e il sovrasfruttamento delle risorse. Tutto questo può essere raggiunto attraverso startup innovative o aziende rivoluzionarie che lavorano sulla comunità e sulla sostenibilità (un’azienda nella zona dei westfjords islandesi ad esempio riutilizza gli scarti di pelle del merluzzo ottenuti dalla lavorazione dei filetti per creare dei prodotti medici cicatrizzanti).
Come mai proprio in questo paese dell’Islanda?
La summer school si è svolta principalmente a Thingeyri, un paesino di 250 abitanti nei Westfjords islandesi. Il paesino negli ultimi anni si è spopolato drasticamente a causa dell’introduzione di quote sulle quantità di pesce pescabile (dobbiamo considerare che il paese dipendeva principalmente dalla pesca; le quote hanno introdotto un limite massimo di pesca e soprattutto dovevano essere pagate dai pescatori al fine di possederle). La cosa incredibile è che in un paesino così piccolo, dove le attività commericiali aprono principalmente da maggio a settembre, Arnar Sigurdsson ha fondato uno spazio di co-working, la Blue Bank (bank perché ha riutilizzato l’edificio che una volta era la banca del paese) che accoglie giovani studenti, ricercatori ed innovatori da tutto il mondo per dar vita a progetti innovativi e start-up.
Le vostre ricerche sono legate all’ambiente che vi circonda?
Tutte queste innovazioni hanno una forte correlazione con l’ambiente circostante, quindi si legano alla ricostruzione della comunità di Thingeyri attraverso l’investimento in nuove attività, come l’acquacoltura di salmoni sostenibile; sembra un paradosso perché intorno all’aquacultura c’è un mondo di idee contrastanti ma lì, grazie al fiordo che permette il circolo delle correnti al fine di mantenere l’acqua pulita ed all’ultilizzo di mangimi a zero impatto ambientale, hanno dato vita ad un’attività di quacultura sostenibile in tutto e per tutto. Questo insegna come anche nel più piccolo dei paesini si possa far qualcosa e si possano trovare soluzioni alternative sostenibili per rivitalizzare un qualcosa che lentamente sta morendo, vuoi per le politiche e per la mancanza di lavoro o per l’attrazione generata dalle grandi città a discapito delle piccole realtà.
Vuoi fare un invito anche ai tuoi “concittadini” mugellani?
Le attività che vengono portate avanti dal Future Food Institute sono molto interessanti sotto questo punto di vista, invito tutti a visitare il loro sito perché sono un grande esempio (link qui). Oltretutto sono italiani e lavorano in tutto il mondo, hanno davvero tante connessioni e basi anche a New York, San Francisco… Sono davvero eccezionali!
Andrea Pelosi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 settembre 2019



