BARBERINO DI MUGELLO – Giovedì 29 novembre i militari della Guardia di Finanza hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e contestuale sequestro preventivo a carico di Stefano Gramigni. Imprenditore 55enne indagato, insieme alla madre 78enne, per bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
Le indagini, dirette dal Sostituto Procuratore Christine Von Borries e svolte dai finanzieri della sezione di Polizia Giudiziaria, hanno permesso la ricostruzione di gravi fatti di bancarotta e sottrazione fraudolenta commessi nel corso del tempo e finalizzati alla distrazione della sua attività, la Future s.r.l che produce impianti di aspirazione industriale a Barberino.
Negli anni sono state utilizzate diverse società quali schermi formali per l’attività delittuosa, riconducibili ai due indagati ma, formalmente, intestate a “teste di legno” come la Future s.r.l, omonima a quella sopracitata ma con un codice fiscale diverso, Edilfuture srl e Intermotive srl.
Tutte le società sono state dichiarate fallite con ingenti danni erariali. Infatti, il “modus operandi” prevedeva un passaggio del ramo d’azienda da una società all’altra, svuotando le varie società che, poi, venivano abbandonate al fallimento, trasferendo le sedi legali in altre città italiane.
Il Gip Matteo Zanobini ha disposto per la madre di Gramigni l’interdizione a ricoprire ufficio direttivi di persone giuridiche e d’impresa per 1 anno, il sequestro preventivo della Future, delle sue quote societarie, con conseguente nomina di un amministratore giudiziario, e dell’immobile di Barberino. Inoltre, è stato disposto il sequestro di somme di denaro ed altri beni intestati all’imprenditore e sua madre fino al risarcimenti di 2.684.351,14 € per il reato di “sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte”. Questo importo è la somma dei vari debiti accumulati dalle diverse società utilizzate da Stefano Gramigni, poi destinate al fallimento.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 novembre 2017




