
I consiglieri comunali di Rifondazione Comunista di Barberino di Mugello, Enrico Carpini e Matteo Giovannini, a seguito della risposta avuta in consiglio ai quesiti posti nell’interrogazione da loro presentata sul nuovo Centro Civico di via Vespucci (consultabile qui), ci inviano un comunicato che cerca di raccontarne le vicende e di fare un po’ chiarezza.
Si legge: “Il 24 ottobre del 2014 la Giunta individua con delibera nel soggetto Pro Loco, l’associazione adatta a gestire il Centro Civico”, il cui scopo è appunto quello di fornire un sostengo logistico all’associazionismo locale ed, in particolare, alle associazioni culturali. I consiglieri di PRC ricordano come all’art.47 dello Statuto Comunale “il Comune riconosce e promuove le forme di associazionismo presenti sul proprio territorio favorendo tra queste le associazioni di volontariato senza fini di lucro”.
“Il 7 novembre 2014 altra delibera di Giunta, che in parte modifica quella precedente: la Pro Loco comunica che accetta la gestione, ma costituendo una Associazione Temporanea di Scopo ATS fra ‘Pro Loco Barberino’ e “Associazione ARCI Ragazzi Ambarabà’, nota ludoteca del paese che aveva la propria sede nel centro storico in affitto presso un privato”. Con la determina del 27 novembre, viene poi concretamente affidata la gestione del Centro Civico all’ATS, con capofila la Pro Loco, e viene concesso l’utilizzo sperimentale per un anno, con l’autonomia gestionale in cambio di 10.000 euro di affitto annuali, rimanendo a carico del Comune le utenze di acqua, luce e gas.
“Come prima cosa che balza agli occhi – dicono i consiglieri di PRC – è che la maggioranza non ha ritenuto di effettuare un bando: ha preferito scegliere una gestione diretta. In consiglio comunale, alle nostre domande, la maggioranza ha risposto che non c’erano sufficienti tempi: avremmo preferito fosse speso qualche mese in più per essere più corretti e trasparenti invece che correre per mostrare a tutti l’inaugurazione”. E continuano su un secondo aspetto: “Le date: al momento dell’inaugurazione lo spazio dedicato alla ludoteca posto al primo piano era già arredato per accogliere i bambini. Sicuramente la Giunta Mongatti aveva già deciso precedentemente alle delibere sul Centro Civico che quello spazio doveva essere adibito all’utilizzo di ludoteca, ma dalle carte invece il soggetto ‘Ambarabà’ compare solo alla fine”.
Il terzo aspetto è legato alla consistenza dell’affitto: “10.000 euro è un affitto notevolmente conveniente rispetto ai prezzi di mercato e sicuramente non coprirà le spese a carico del Comune per l’intera struttura: questo per capirlo non c’è bisogno di un anno di sperimentazione”. Un quarto aspetto è dedicato alla sicurezza: “Perché mettere un’attività per bambini piccoli al primo piano, quando tutte le buone prassi per la gestione dell’emergenza dicono che la posizione migliore è quella del piano terra?” Il quinto aspetto riguarda i rapporti con le altre associazioni: “Nelle delibere non sono esplicitati i criteri con i quali l’ATS dà in gestione gli spazi. Come si devono regolare quindi le altre associazioni? Tutte le associazioni sul territorio per cui è stato creato questo spazio pubblico sono state ascoltate e informate di come si può accedere a tali spazi?”.
In conclusione commentano: “Ci sembra che tutta la vicenda dimostri molti punti deboli di una Giunta eletta con lo slogan ‘diamogli il verso’. Quale verso? Quello più confuso e rattoppato? Quello più veloce, ma meno trasparente? Noi vogliamo che questo Centro Civico prenda il verso giusto: uno spazio pubblico gestito con bando, con criteri chiari, che prenda vita e che magari allarghi gli orizzonti culturali del paese, e che, viste le dimensioni, per alcuni spazi, possa essere ripensato: perché non trasferirci alcuni uffici attualmente in affitto?”.
Fabrizio Nazio
(Fonte: Comunicato Stampa Partito Rifondazione Comunista Barberino di Mugello)
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, febbraio 2015




