MUGELLO – La passione per il tiro con l’arco unisce i membri di questa compagnia di arcieri nata a Barberino di Mugello nel 2012; che si allenano in un bellissimo bosco di 8 ettari che si affaccia sul lago di Bilancino. In questa intervista Alessandra, che fa parte del gruppo, racconta la storia della compagnia, rinata più volte dalle sue ceneri, e le caratteristiche uniche di questo sport, praticato a stretto contatto con la natura
Alessandra, ci puoi raccontare la storia della compagnia “Arcieri della Fenice” e il significato del suo nome?
La compagnia “Arcieri della Fenice” nasce a Barberino nel 2012. Precedentemente faceva parte della Polisportiva, insieme ad altre società “più tradizionali”. Il tiro con l’arco si sposava male con queste attività, perché la gestione di una Compagnia è molto diversa da quella di una società dove si pratica, ad esempio, la pallavolo o il calcio. Così 12 soci fondatori costituirono la Compagnia Arcieri della Fenice, scegliendo come simbolo l’uccello mitologico che rinasce dalle sue ceneri, proprio come stava facendo l’associazione stessa. Fu deciso poi di raffigurare la fenice con 12 code, come il numero dei soci che la stavano costituendo. In un primo tempo era associata alla FIARC (Federazione Italiana Tiro con l’Arco), che richiedeva ad ogni compagnia di identificarsi con una sigla di 4 lettere e un numero che rappresentasse la regione, per cui ci siamo chiamati anche “09 Nice”, un acronimo che adesso utilizziamo ancora per il nostro gruppo whatsapp (“nice people”).
Il nome è rimasto azzeccato perché anche in seguito siamo più volte “rinati dalle nostre ceneri” cambiando federazioni, luoghi e ruoli in base alle necessità. La rinascita più importante è forse avvenuta nel 2016 quando, ad un passo dalla chiusura per mancanza di ricambio generazionale, e per i troppi impegni degli aderenti, un giovane appassionato milanese si è fatto avanti, divenendo il nuovo presidente. Un paio di anni prima, infatti, ben 4 soci di una compagnia FIARC della provincia di Milano – che i casi della vita avevano portato a vivere in Mugello – si erano trovati a confluire nella “09 Nice”. Quindi, con un nuovo consiglio mugellano/milanese e un nuovo campo, la Compagnia è potuta rinascere ancora! Rinascere, ma sempre seguendo lo stesso spirito, quello dello stare insieme, praticare il tiro con l’arco e far conoscere il più possibile questo bellissimo sport.

Una storia interessante, che dimostra passione e volontà di non mollare. E adesso quanti soci conta la Compagnia e chi sono di dirigenti?
L’attuale Consiglio è composto dal presidente Alessandro Polli, da me (Alessandra Frola) che sono la vice presidente e dal tesoriere/segretario Sandra Cioni. La compagnia è ora sotto la federazione C.S.A.In. (Centri Sportivi Aziendali e Industriali), che fa parte del CONI.
Attualmente contiamo una trentina di soci. Purtroppo, negli ultimi anni l’interesse per questo sport è andato scemando. La disciplina ha vissuto un periodo glorioso a inizio 2000, quando l’Italia vantava campioni olimpici che hanno avvicinato tanti giovani al tiro con l’arco. Negli anni però, per vari motivi e per i ritmi sempre più frenetici della vita, difficilmente i ragazzi si interessano ad uno sport singolo e di nicchia, che richiede costi in attrezzatura abbastanza elevati, tempo, lavoro, partecipazione e pazienza.

Arriviamo al sodo, ho letto che praticate il “tiro di campagna”, puoi spiegarci in cosa consiste e qual è la filosofia della vostra disciplina?
Tante persone quando si parla di tiro con l’arco pensano ad un paglione con dei cerchi blu, rossi, gialli e neri e ad un bel tiro dritto. Noi non facciamo questo. Il nostro campo di tiro è un bellissimo bosco di 8 ettari che affaccia sul lago di Bilancino, attrezzato con delle piazzole da cui si tira a sagome 3d che, tendenzialmente, rappresentano degli animali. Ecco perché si chiama anche “simulazione venatoria”. Tengo però a precisare che si tratta esclusivamente di una simulazione, e che nessun socio va a caccia, anzi, molti sono anche vegetariani!
Il bello è muoversi nel silenzio del bosco, riscoprendo la pace e cercando il contatto con la nostra interiorità, spesso in solitudine o in piccoli gruppi, concentrarsi su un tiro che ha distanze diverse, dislivelli e giochi di luce che lo rendono magari meno preciso, ma sicuramente più sfidante e divertente. Il nostro tipo di tiro, infatti, è spesso istintivo e non mirato; la competizione non ne è lo scopo principale. Quello che ci interessa è la comunione con la natura, la sfida con noi stessi, la costruzione di un gruppo affiatato che lavora insieme per promuovere la disciplina.
Un’altra caratteristica che ci differenzia dal tiro tradizionale è la varietà di archi con cui tiriamo. Ogni arciere infatti, una volta concluso il corso principianti col classico arco scuola ricurvo, sceglie quello che più si addice alla sua personalità, e qui si può spaziare dal più antico e semplice degli archi – quello storico – al più moderno e complesso, il compound.
Quindi fate anche delle gare o vi confrontate soltanto fra di voi?
Ho detto che la competizione non è il nostro scopo principale, ma questo non vuol dire che manchino le gare o i campioni!
I campionati più importanti cui partecipiamo sono quello nazionale e quello regionale CSIN, per il quale organizziamo alcune gare ogni anno. Il campionato regionale prevede competizioni di 5 tipi differenti a seconda del numero di piazzole, di frecce tirate ecc., alle quali partecipano tutte le categorie di arco e di età, con classifiche distinte. Si tengono la domenica mattina a turno nei campi delle varie Compagnie organizzatrici. Ci sono poi per esempio gli indoor, gli I.B.O. (International Bowhunting Organization) e le gare amichevoli. In Compagnia vantiamo diversi campioni che si sono spesso piazzati sul podio nelle rispettive categorie. Per citarne solo alcuni, Sandra Cioni si è classificata nel 2023 al primo posto nella sua categoria al campionato italiano CSIN, Franco Tortelli lo stesso anno ha raggiunto il terzo posto e, recentemente, il giovane Rei Ziviani è salito sul secondo gradino del podio al campionato nazionale 2025 per la categoria cuccioli.

Prevedete corsi per adulti e bambini durante l’anno? Quali sono i costi?
Come società organizziamo corsi per adulti e bambini dai 7 anni durante tutto l’anno, in base alle richieste. Solitamente si tratta di piccoli gruppi che affrontano il corso base, costituito da 6 lezioni da 2 ore l’una presso il nostro campo. Il secondo step prevede l’accompagnamento dei nuovi soci nella scelta dell’arco e nella crescita come arcieri. La disciplina diventa infatti sempre più personale e gli arcieri apprendono l’uno dall’altro, catturando dritte e trasmettendo esperienze. Non chiediamo grosse cifre né per il corso né per l’iscrizione alla società, perché lo spirito della Compagnia si basa sull’aiuto reciproco. Inoltre, l’attrezzatura personale è piuttosto costosa, per cui preferiamo stimolare nell’impegno e nella partecipazione. È necessario infatti lavorare molto per andare avanti; oltre alla burocrazia, ci sono la cura del campo e l’organizzazione degli eventi che richiedono tanto impegno! E la Compagnia è composta da aderenti su base volontaria, e non ha scopo di lucro.
Poi partecipiamo a tante manifestazioni: siamo sempre presenti a Borgo San Lorenzo per Vivi lo sport, ma abbiamo preso parte anche alla Fiera di Barberino, a “Flood”, e cerchiamo comunque di attendere ad ogni invito che ci venga fatto, compatibilmente con le nostre possibilità.
Dall’intervista, si percepisce una compagnia molto vivace e accogliente, desiderosa di far conoscere questo sport antico e nobile. Una possibilità anche per ragazzi e ragazze che desiderino immergersi nella bellezza della natura praticando una disciplina di precisione, che favorisce la concentrazione e aiuta a liberare la mente.
Elisabetta Boni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 Novembre 2025


