MUGELLO – “Veri e propri soprusi”, così sono stati definiti gli aumenti in bolletta, richiesti da Publiacqua per arretrati o allacciamenti fantasma all’impianto di depurazione. Bollette salate, con cifre che vanno dai 300 fino a 1500 euro, non solo per gli abitanti di Rabatta nel comune di Borgo, ma anche i residenti del capoluogo stesso e di molte altre frazioni del Mugello che, spesso e volentieri, incidono gravemente sul bilancio familiare e che, in ogni caso, lasciano con la bocca amara.
E’ scattata quindi la convocazione da parte del comune per i responsabili della società idrica, tenuti a dare spiegazione ed a far fronte ad una cinquantina di utenti, giustamente, infuriati. Stato d’animo che non è certo cambiato dopo l’incontro a cui ha presenziato anche l’assessore ai Lavori Pubblici Giacomo Pieri, viste le giustificazioni assolutamente poco realistiche: “Com’è possibile dover pagare arretrati di cinque anni per il servizio fognario – raccontano i cittadini – se da noi non passa il ‘fognone’ di scarico? Ed intanto ci arrivano bollette allucinanti”. E aggiungono: “Publiacqua nell’ultima bolletta, chiedendoci gli arretrati, ci ha scritto che siamo allacciati al depuratore dal 2010. Peccato che fino all’ottobre 2015 nelle stesse bollette c’era affermato testualmente ‘Utenza non servita da impianto di depurazione. Non è in corso nessuna attività di progettazione, realizzazione, completamento o attivazione'”. L’incontro oltre che fomentare gli animi, già infuocati, ha portato molti dei presenti alla decisione di portare questa battaglia in tribunale sperando, così, di poter metter fine a questi “abusi“ da parte dell’ente idrico.
Dal canto suo la società si difende dichiarando “errori nella comunicazione”, dando solo la disponibilità – dopo l’interessamento del comune – dei propri uffici a fare la maggiore chiarezza possibile (articolo qui), ma ribadisce che “la legge impone ai cittadini di pagare”.
Un’affermazione infelice a cui la popolazione ha risposto per le rime: “La legge obbligherà anche al pagamento, ma prevede anche l’obbligo da parte dell’azienda di dare comunicazione agli utenti di qualsiasi cambiamento effettuato. Come, in questo caso, l’allacciamento al depuratore”.
“La nostra impressione –dicono in coro gli abitanti di Rabatta- è che la confusione regni dentro Publiacqua, visto che ad ogni utenza è riservato un diverso trattamento”, come nel caso di due famiglie “dirimpettaie” che avevano fatto richiesta per un rimborso, sempre a causa di un pagamento per l’allacciamento ad un depuratore inesistente, dove una famiglia è stata risarcita, con tanto di ammissione dell’errore, mentre all’altra è stata negata, perché ritenuta allacciata.
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 febbraio 2016







