BORGO SAN LORENZO – Al piccolo trotto. Oggi sono andato a vedere l’accensione dell’albero del Poggio organizzata dalla ProLoco con l’amministrazione comunale e arricchita dalla preziosissima collaborazione del coro della Pieve di San Lorenzo e soprattutto dei bambini delle scuole di Borgo che hanno di fatto decorato l’albero con disegni e coccarde.
Al piccolo trotto appunto ho visto molte persone avvicinarsi prima delle 17:00 (ora stabilita per l’accensione) a Piazza del Poggio per osservare i preparativi e le prove del coro per quella che sarà ricordata come la magia della speranza in un momento ed in un contesto internazionale non proprio facile e sereno.
La cronaca di questo bell’evento ha visto il sindaco di Borgo introdurre l’accensione dell’albero sottolineando appunto il contesto internazionale non facile e allo stesso tempo ringraziando i bambini delle scuole di Borgo che hanno di fatto realizzato i lavori di addobbo. Nel discorso di Omoboni sono stati toccati punti quali l’importanza della comunità e delle sue tradizioni e la forza simbolica del ripristino di tradizioni e simboli che non possono e non devono essere scalfiti da venti di guerra e da divisioni religiose.
Alle 17.00 in punto le luci dell’albero si sono accese e i molti nasi all’insù hanno osservato i disegni dei ragazzi che si ergevano a vere e proprie luminarie sull’albero che, da sempre, rappresenta anche un luogo di memoria per tutta la popolazione borghigiana.
Subito dopo l’accensione il coro della Pieve di San Lorenzo, diretto da Filippo Margheri, ha accompagnato con canti tradizionali il resto del pomeriggio riscuotendo simpatia e applausi dai borghigiani accorsi.
Un momento veramente simbolico per tutta una serie di motivi. La presenza al completo della giunta, per esempio, rappresenta senza dubbio una volontà precisa di vicinanza delle istituzioni ai cittadini in un momento, come ricordato dal sindaco, nel quale si vorrebbe privare i popoli delle loro tradizioni in nome di guerra, odio e relativismo sfrenato.
La collaborazione poi con il coro della Pieve sancisce un ulteriore segnale di un paese che vuole trovare anche convergenze fra le varie associazioni che nel territorio creano sicuramente valori positivi.
Per finire è bello sottolineare che sempre più bambini collaborano a borgo alle varie iniziative. Questo punto sancisce la forza della speranza e la voglia di guardare il mondo con la lente dei piccoli, sicuramente più trasparente e cristallina di quella dei grandi.
Per me, invece, questa accensione dell’albero mi ha ricordato di come veloce passa il tempo. Sembra ieri, infatti, quando scrissi, sempre sul Filo che mi ospita e sopporta, della prima accensione dell’albero del Poggio. Ieri però era dicembre 2014, un anno fa, e io mi approcciavo a scrivere le prime cose. In un anno sono cambiate molte cose, ho una bambina in più e una famiglia più larga. Direi quindi che sotto l’albero mi basta questo.
Avviciniamoci al Natale ricordandoci sempre di chi cammina al nostro fianco perché spesso si guarda o troppo avanti o troppo indietro.
Niccolò Grifoni
(foto di Marta Magherini)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 dicembre 2015






