BORGO SAN LORENZO – “Borgo San Lorenzo, così come gli altri comuni della zona, hanno fatto una scelta: la pianificazione urbanistica strategica non più da soli ma come Mugello. Non sarà il Comune unico, ma di sicuro un primo tassello fondamentale per pensare e agire come Mugello. Ed è una rivoluzione dal punto di vista della gestione del territorio: otto comuni per la prima volta pianificano l’urbanistica insieme, superando i confini comunali con una visione unica e unitaria del Mugello”: lo sottolinea il sindaco Omoboni, Paolo Omoboni, dopo l’approvazione da parte del consiglio comunale, del PSIM, il Piano Strutturale Intercomunale del Mugello. Una rivoluzione dal punto di urbanistico: otto comuni per la prima volta pianificano l’urbanistica insieme, superando i confini comunali con una visione unica e unitaria del Mugello. Dopo l’approvazione in tutti i consigli comunali, il PSIM sarà trasmesso alla conferenza paesaggistica per verifica ultima ed eventuale “bollinatura”, poi la ratifica nei Consigli Comunali e la pubblicazione sul BURT.
“Una sfida ambiziosa e non semplice, iniziata nel 2017, che ha coinvolto le amministrazioni comunali, le strutture tecniche comunali e dell’Unione -continua Omoboni-. Un percorso partecipato che ha interessato tecnici privati, soggetti e associazioni del territorio, scuole superiori, cittadini. Un percorso finanziato dalla Regione Toscana per circa 300mila euro, su un costo complessivo di 800mila, e quindi un beneficio anche economico per i comuni”, perché se ogni comune avesse dovuto fare il proprio piano strutturale avrebbe speso molto di più..
Vediamo in cosa consiste il piano: “La prima caratteristica importante -spiega Omoboni, che parla anche come assessore del settore urbanistica dell’Unione- è la regia dell’Unione del Comuni: il 32% di possibile capacità edificatoria residenziale è destinata alle strategie di area vasta. Il Piano prevede inoltre un 30% di capacità edificatoria non residenziale in più che gestirà sempre Unione, e non i singoli comuni”.
E per quanto riguarda Borgo San Lorenzo? “All’interno della UTOE Valle della Sieve (Barberino di Mugello, Scarperia e San Piero, Borgo San Lorenzo, Vicchio, Dicomano) per Borgo San Lorenzo è prevista una possibilità di espansione su attività residenziale di 69.000 mq, di cui 53.500 mq di nuova edificazione (erano 40.000 nel RUC in vigore) e 10.500 mq di riuso, oltre a 46.900 non residenziale. Pensiamo che nel precedente Piano Strutturale c’erano previsioni per sviluppo Residenziale di 156.000 mq e non residenziale per 43.784. Nel precedente Piano Regolatore del 1994-99 erano previsti 78.000 mq di edificazioni non residenziali. Dunque un Piano che punta alla rigenerazione, alla riqualificazione estetica, funzionale e sociale ” Omoboni sottolinea queste cifre anche per rispondere alle critiche avanzate in sede di approvazione del Piano in consiglio comunale a Borgo San Lorenzo, da parte di Leonardo Romagnoli, di “Borgo in Comune”: “quando era lui era assessore nella giunta borghigiana, le previsioni di edificazioni eran maggiori di quelle previste adesso”.
Il sindaco evidenzia anche un altro elemento innovativo: “la riserva di edilizia residenziale sociale nella misura del 30% per le nuove edificazioni e del 15% nel recupero, per esempio come esperienze di cohousing o affitti agevolati per giovani coppie che decidono di trasferirsi nel nostro territorio”.
Ma per trasferirsi il Mugello deve diventare più vicino. Il sindaco lo riconosce: “Sulla strategia per rendere accessibile il Mugello la priorità strategiche sono il potenziamento della infrastruttura digitale e il potenziamento del ferro: in questo senso la capacità delle linee a semplice binario può consentire un cadenzamento orario di due treni per ogni ora, per senso di marcia, e quindi una capacità complessiva di trasporto nettamente superiore all’attuale, che è essenziale per lo sviluppo del territorio, oltre allo sviluppo di un sistema integrato di mobilità dolce, con zone 30 km/h e reti di ciclabili.
Sul settore produttivo, la principale strategia riguarda la rigenerazione dei sistemi produttivi, anche in termini ambientali, la creazione di ambiti distrettuali, la formazione di mini “hub” manifatturieri riconoscibili, da mettere a rete e da potenziare. Infine, le strategie principali sul turismo riguardano la valorizzazione degli elementi caratteristici del territorio e la filiera agro-ambientale: turismo lento e “consapevole” legato ai sentieri, turismo basato su esperienze sportive e di tempo libero legate a infrastrutture come il lago di Bilancino e l’Autodromo del Mugello, oltre all’offerta turistica integrata a quella della città di Firenze”.
La redazione del Piano Strutturale Intercomunale ha consentito ai comuni di dotarsi anche di una serie di studi molto importanti; quello sulla mobilità, la microzonazione sismica di livello 3 (la più dettagliata) e le mappe di vulnerabilità sismica, la relazione sulla vocazione energetica da fonte rinnovabile, la relazione geologica e idraulica e quella del rischio archeologico, “che saranno molto utili -conclude il sindaco- per la futura pianificazione di un Mugello non più somma dei singoli comuni. E voglio dire un grazie all’Ufficio di Piano coordinato dall’Architetto Rosa, e allo studio tecnico coordinato dal Prof. Gorelli. Il lavoro fatto è di grande qualità. Ora avanti con il nuovo Piano Operativo”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 Dicembre 2020




1 commento
Noto con dispiacere che il sindaco non sa leggere i dati demografici sui quali dovrebbe basarsi ogni previsione urbanistica. Il piano prevede un incremento demografico dello 0,5% annuo per i prossimi 15 anni con un aumento complessivo di oltre 4500 abitanti. Quello che poteva essere comprensibile in altri tempi ( ad esempio tra fine e novecento e inizio anni 2000) oggi lo è molto meno perché nel periodo 2010-2019 la popolazione in Mugello è diminuita.