Renzi “azzoppa” la Legge Urbanistica e il Piano Paesaggistico Toscano: una doccia gelata per tutti i comitati ambientalisti toscani, compresi quelli mugellani, che avevano visto con occhio più che favorevole la sua approvazione. Il 24 dicembre scorso il Governo Renzi ha impugnato la Legge Urbanistica Regionale Toscana che fu approvata nel novembre 2014, negando di fatto l’appoggio sostanziale allo stesso piano regionale concordato con il Ministero per i Beni Culturali.
L’impugnativa della Legge Urbanistica, promossa invece dal presidente toscano Enrico Rossi e firmata dall’Assessore Anna Marson, è causata da alcune norme riguardanti l’approvazione delle previsioni urbanistiche per le medie e grandi strutture di vendita che “costituiscono ostacolo alla libera concorrenza”. E che, inoltre, violerebbero anche la “competenza esclusivamente statale in materia di concorrenza di cui all’articolo 117 della Costituzione”.
La Regione Toscana insomma sarebbe andata contro le misure liberalizzatrici del Governo Monti e quelle del Decreto “Sblocca Italia” del Governo Renzi, che riducono o cancellano controlli e tutele territoriali e paesaggistiche al fine di incentivare al massimo una ripresa edilizia. Dall’altra parte gli ambientalisti sostengono che tale ripresa sia illusoria e comunque pericolosamente speculativa, ribattendo poi che l’articolo 9 della Costituzione “tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico”. Ed inoltre sostengono che tali misure siano contrarie alla necessità di non continuare a consumare suoli liberi, agricoli o boschivi, di non procedere oltre in una impermeabilizzazione (cemento e asfalto) dei terreni che è fra le cause di fondo delle frequenti alluvioni nelle città.
Sull’impugnativa si dovrà pronunciare nei prossimi mesi la Corte Costituzionale, ma è una questione importante per il futuro di tutte quelle zone, come il Mugello, in cui il territorio rappresenta il patrimonio più importante.
Approfondimento: L’importanza del paesaggio
Nel libro “Urbanistica. Tutela del paesaggio. Espropriazione” di A. Prelievi, 1969 Ed. Giuffè Milano, si legge: “Il paesaggio… è la forma del paese, creata dall’azione cosciente e sistematica della comunità umana che vi è insediata, in modo intensivo o estensivo, nella città o nella campagna, che agisce sul suolo, che produce segni nella cultura. Di quest’ultima il paesaggio diventa forma, linguaggio, comunicazione, messaggio, terreno di rapporto tra gli individui, contesto che cementa il gruppo”
Approfondimento: Che cosa è il Piano Paesaggistico
Il Piano Paesaggistico è uno strumento operativo di pianificazione regionale, a cui sono tenuti a conformarsi tutti gli altri piani e programmi di livello regionale e locale, con il quale la Regione ha inteso dare l’indirizzo politico che il paesaggio in Toscana conta: è di fatto un bene comune di tutti i suoi abitanti, che incorpora la memoria del lavoro delle generazioni passate e costituisce un patrimonio per le generazioni a venire; questo bene comune richiedeva non solo tutela, ma anche cura e manutenzione continua, rappresentando un valore aggiunto straordinario in termini di riconoscibilità e attrattività del territorio.
Il Piano integra nella nozione di “paesaggio” tre approcci concorrenti: l’approccio estetico-percettivo (il concetto di “percezione” rinnovato dalla Convenzione Europea sul Paesaggio); l’approccio ecologico (che individua e tratta le cosiddette valenze ambientali con la loro organizzazione nell’ecosistema); l’approccio strutturale (che individua le identità dei luoghi interpretando le relazioni e il loro sviluppo nel tempo tra “paesaggio ecologico” e “paesaggio culturale”, tra ambiente e insediamento umano).
La Regione Toscana ha scelto a suo tempo di sviluppare il proprio piano paesaggistico non come separato, ma come integrazione al vigente piano di indirizzo territoriale (PIT)
Fabrizio Nazio
© Il Filo, Idee e notizie dal Mugello, Gennaio 2015


