
BORGO SAN LORENZO – Una ragazza tedesca, figlia di nazisti. La fine della guerra e gli orrori che si è lasciato dietro. La lotta per far capire, fino in fondo, quello che realmente è accaduto. Ed un’omaggio ad un’amica che non c’è più. Questo e molto altro è lo spettacolo “Cadono i petali” che verrà riproposto al teatro Giotto di Borgo, venerdì 27 gennaio alle ore 21.15, in occasione della Giornata della Memoria.
L’esibizione, che era già andata in scena il 29 giugno, tenta di dipingere, attraverso poesia, musica e danza, l’incredulità di fronte alla scoperta degli orrori della Seconda Guerra Mondiale, la voglia di vivere e di testimoniare perché tutto quel dolore non venga dimenticato.

Si tratterà di un unione tra arti diverse ed associazioni: le poesie de Lo Scrittoio ed i balletti della Scuola di Danza MDT, con le coreografie di Cristina Pini e Gianluca Grossi. Una novità di quest’esibizione sono le dichiarazioni di Andra Bucci, la più giovane sopravvissuta ai campi di concentramento italiana, e sua sorella Tati, trascritte ed adattate al testo.
“Questo spettacolo – racconta Maria Amore, presidente dell’associazione Lo Scrittoio – ha una doppia valenza emotiva: da una parte le poesie e l’intervento tratto dalle due reduci, fanno riflettere e, in qualche modo, ci catapultano in un periodo tanto buio per l’umanità. Dall’altra parte noi de Lo Scrittoio siamo particolarmente legati alle poesie in quanto sono le ultime scritte da Cristina Formelli per cui ogni volta che vengono messe in scena è un tributo alla nostra amica ed un piccolo tuffo al cuore”. La rappresentazione è stata fortemente voluta dall’amministrazione di Borgo che ha aperto, gratuitamente, le porte del teatro.

“Dopo la prima di giugno – dichiara l’assessore alla Cultura Cristina Becchi – abbiamo pensato che l’esibizione fosse perfetta da riproporre per la Giornata della Memoria, lasciando le porte del teatro aperte a chiunque voglia partecipare. Abbiamo così unito due messaggi importanti: non dimenticare gli orrori del passato e la sinergia che si crea tra le varie associazioni aprendo la cultura a tutti”.

“Quest’ultimo punto – continua Becchi – lo ritengo particolarmente importante in quanto la cooperazione tra le diverse associazioni culturali ci permette di creare eventi bellissimi come questo. Basta, infatti, accendere la televisione o leggere un giornale per rendersi conto della drammaticità che ci circonda, anche nel nostro territorio, e per questo è necessario circondarsi di ‘messaggi di speranza’, attraverso cose concrete, riscoprendo la nostra storia ed i nostri valori, partendo dalle fondamenta per costruire nuove case, più forti, per guardare al futuro con speranza ed ottimismo. Abbiamo la necessità di credere che andrà tutto bene e per farlo sono convinta che le basi siano attraverso la cultura e l’educazione dei giovani”.
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 gennaio 2017




