
BARBERINO DI MUGELLO – “Il progetto della nuova strada del Cafaggiolo è uno scempio”. Lo grida a gran voce il comitato costituito dai cittadini che non vogliono che via Nazionale venga deviata su richiesta dell’imprenditore Alfred Lowenstein, che a Cafaggiolo vuole realizzare un grande complesso turistico, con centinaia di posti di lavoro e 180 milioni di euro di investimento.
“Stanno facendo gli interessi di un privato – dichiara Giusto Chiaracane, medico barberinese, entrato nel comitato di San Giusto a Fortuna insieme alla sorella Piera proprietaria di uno degli appartamenti a Poggio Fortuna – a scapito dei cittadini anzi, ancora peggio, la maggior parte di loro è all’oscuro di quello che sta succedendo. Questo progetto porterà devastazione ambientale, passerà accanto ad una discarica che, per quanto in disuso è ancora inquinante”.
Per questa variante stradale la Regione ha stanziato 9 milioni di euro ed il tracciato dell’attuale progetto salirà all’altezza del locale Riva Sud sulla collina nota come monte Beccai, e scenderà nei pressi dell’ex ristorante Portichetto lambendo l’agglomerato di case di San Giusto a Fortuna. Nei primi progetti la variante doveva invece passare a destra della Sieve: per questo adesso si dovrà realizzare un ponte sul fiume, nella zona di Massorondinaio, all’altezza del distributore Tamoil. E la strada avrà dislivelli sensibili, fino al 6-7%, tanto che il progetto prevede, per chi sale, una doppia corsia per consentire i sorpassi.
La villa medicea diverrà lontana, Cafaggiolo lo si potrà vedere, pare, solo da un belvedere previsto lungo il nuovo tracciato. Bene patrimonio dell’umanità, lo ha dichiarato l’Unesco. Ma che diventerà assai poco visibile.
Il comitato lamenta anche la poca trasparenza: nessuno ha informato i cittadini e quando questi si sono rivolti al comune di Scarperia e San Piero hanno trovato, dice Chiaracane, “una grande reticenza, e non è stato consegnato alcunché, ma soltanto fatto vedere”. “Nessuna reticenza – replicano dal comune – solo che questo è solo un tracciato ipotizzato e un progetto in itinere, che può subire variazioni in sede di Conferenza dei Servizi. Appena il progetto ci sarà, verrà consegnato”-
Ma i residenti più infuriati hanno già contattato un legale, ed è pronta una raffica di ricorsi, e si parla anche di esposti alla magistratura: “Scelte del genere, che vanno nella direzione di favorire pochi a scapito di tanti, sono inaccettabili – dice Chiaracane – credo che la Regione Toscana e gli enti comunali debbano veramente riflettere e assumersi responsabilità che vadano nella direzione della salvaguardia degli interessi della collettività e nella tutela dell’ambiente e del territorio. Questo tracciato è una follia. E qualora il progetto non venga rivisto intraprenderò insieme a tutti i proprietari delle abitazioni del paese azioni atte ad informare tutti gli enti preposti, non escludendo neanche le commissioni europee, alla tutela del territorio dei beni storici e, più in generale, agli interessi della collettività”.
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 novembre 2016




5 commenti
Chiaracane ha perfettamente ragione basta con il clientelarismo politico e privato
La comunità prima di ogni interesse . Credo anche che gli organi preposti debbano trovare una soluzione equa che da un lato favorisca lo sviluppo economico e l’occupazione sempre che questa favorisca il tessuto sociale della zona e dall’altra il rispetto del territorio e la fruibilità di beni storici a tutti
Finalmente, sono stato in ansia per qualche settimana ma la bella notizia è arrivata.Non è possibile vivere il Mugello senza un comitato!