
MUGELLO – La sezione mugellana sottolinea come con la “scadenza delle varianti agli strumenti urbanistici, che furono votate dai consigli di Barberino e Scarperia e San Piero nel 2020” è stato “di fatto messo fine all’intero progetto per come era stato concepito”.
Era il 2009 quando il miliardario Alfredo Lowenstein acquistava la Villa Medicea di Cafaggiolo, promettendo una valanga di investimenti; a distanza di 16 anni lo possiamo dire con il conforto dei fatti: erano illusioni.
È arrivata in questo mese di dicembre la scadenza delle varianti agli strumenti urbanistici, che furono votate dai consigli di Barberino e Scarperia e San Piero nel 2020, scadenza che ha di fatto messo fine all’intero progetto per come era stato concepito.
170 milioni di investimenti, centinaia di camere,14 ristoranti, un complesso per lo sport a cavallo, una variante alla SR65, centri congressi, suite reali nella villa del 400, nuove costruzioni, strade, parcheggi, una fermata della TAV e chi più ne ha più ne metta; che si trattasse di un progetto irrealistico si capiva da lontano e come Rifondazione Comunista ci siamo presi la responsabilità di dirlo più di una volta pubblicamente e nelle sedi deputate, votando sempre contro alle varianti ultra permissive messe a punto dalle amministrazioni di Barberino e Scarperia e San Piero.
I nostri amministratori del Partito Democratico però, ammaliati dall’idea dell’investitore straniero che risolve i problemi, non hanno voluto vedere ciò che era sotto gli occhi di tutti e hanno assecondato qualunque richiesta, srotolando un tappeto rosso, sotto il quale però c’era solo tanto fango, che ha finito per impantanare tutto.
Il risultato è stato da una parte essere accusati dallo stesso Lowenstein di aver messo ostacoli al progetto, dall’altro aver ingolfato gli uffici tecnici dei comuni per anni, con un tentativo di svendita del territorio non andato a buon fine.
Tutto è andato come doveva andare: un più sobrio recupero delle attività agricole e delle coloniche tenute in scacco da 16 anni di promesse è stato approvato da qualche settimana e il consolidamento di tetti e facciate ha valorizzato la Villa Medicea, nel frattempo entrata a far parte del patrimonio UNESCO.
La responsabilità politica di questo fallimento grava pesantemente su chi ha assecondato queste illusioni, finendo per non fare né l’interesse del territorio, né della proprietà.
Partito Rifondazione Comunista Mugello
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 dicembre 2025





4 commenti
Ma esiste ancora rifondazione comunista ???? E a cosa serve???????????????
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