BARBERINO DI MUGELLO – Tornano coperture e ponteggi lungo la facciata della villa medicea di Cafaggiolo. E stavolta pare proprio una buona notizia. Riprendono infatti i lavori e stavolta, dopo aver rimesso a posto le coperture, con una spesa superiore ai 2 milioni di euro, si faranno tutte le facciate. Sembra inoltre che le impalcature avvolgeranno anche le numerose case coloniche della grande tenuta, per una manutenzione straordinaria a tetti e facciate.
Lo annuncia lo stesso proprietario, Alfredo Lowenstein, tornato di recente in Mugello da Miami (USA).
Si può dire, gli chiediamo, che questo è il segnale che il progetto da 170 milioni che intende trasformare le centinaia di ettari intorno a Cafaggiolo in un grande resort turistico internazionale, va comunque avanti, nonostante i dodici anni di attesa? “Ho ormai 77 anni – risponde l’imprenditore argentino– e vorrei che non si perdesse altro tempo. Così nell’attesa di alcuni adempimenti necessari per dare il via al progetto complessivo, intanto abbiamo deciso di procedere con i lavori alle facciate di Cafaggiolo. In modo da consentire a tutti di rivedere un bene dell’Unesco integro e non diroccato”.
Un po’ spazientito Lowenstein – che ricorda come il progetto preveda un’occupazione di 2700 addetti tra diretti e indiretti – comunque lo è, e se la prende in particolare con la vecchia giunta regionale, guidata da Enrico Rossi. “Sono stati loro la prima causa di tutti questi ritardi. Abbiamo partecipato a tante riunioni, sia con Rossi che con Ledo Gori, ma alla fine solo promesse e nessun fatto pratico”.
I nodi sono quelli ormai annosi, a cominciare dal progetto di spostamento della strada che sega in due la tenuta di Cafaggiolo – “con questa strada non possiamo far niente a Cafaggiolo”, ribadisce Lowenstein -, e manca anche una convenzione – la cui bozza deve essere predisposta dai comuni di Barberino e Scarperia e San Piero-, senza la quale la proprietà non può richiedere il permesso a costruire, convenzione che dovrà definire le opere di urbanizzazione da fare.
Lowenstein conta comunque che questi nodi siano prossimi a sciogliersi. E confessa di essere tornato dagli States più fiducioso. La Regione ora sembra più determinata a risolvere i problemi che ostacolano il cammino di Cafaggiolo, il presidente Giani ha riconfermato il suo impegno, ma Lowenstein confida anche un altro aspetto. “Sono tornato più contento in Italia -dice- , perché è stato riconfermato il presidente Mattarella. E poi c’è Draghi, che è il segreto dell’Italia, ha salvato l’euro e ha una credibilità incredibile a livello internazionale”.
Man mano che questi anni sono passati i progettisti di Lowenstein pare non siano stati con le mani in mano. Qualcosa si è addirittura complicato, come la questione della strada, perché il passaggio del tracciato sotto la competenza di Anas e non più della Regione è stato un duro colpo, aumentando le difficoltà di interlocuzione e di riduzione dei tempi. Ma il progetto ha avuto modo di affinarsi. E’ stato aggiunto un piano di miglioramento agricolo, si sta lavorando alla creazione di un polo universitario legato all’agricoltura e per formare giovani – che faranno gli stage a Cafaggiolo – nel settore turistico recettivo. Anche nell’impiantistica sportiva ci sono sviluppi: accanto alle strutture per equitazione e polo, e per il tennis, ora si vuol aggiungere un grande campo da golf, e sono allo studio anche altri impianti.
Progetti sulla carta, ancora. Che se non si concretizzeranno in breve tempo, rischiano di essere messi in archivio come uno dei più rilevanti progetti di investimento e di sviluppo sul Mugello rimasto inattuato, in primo luogo, per le incapacità decisionali degli enti pubblici.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 febbraio 2022



2 commenti
Mah.. Se rimane irrealizzato non è solo colpa degli enti pubblici, ma anche di un progetto troppo grandioso e ambizioso.. Visti i tempi..
visti i tempi … dopo dodici anni?