“ABBI CORAGGIO, AFRICA!” è questo il significato del nome “Afrika Jipe Moyo”, associazione onlus nata quasi cinque anni fa a Luco di Mugello per sostenere l’attività di Padre Franco Cellana, missionario trentino dell’Istituto Missioni Consolata, che coordina e segue i vari progetti in Kenya nella realtà urbana di Nairobi e nomade delle tribu del Nord. Un’associazione tutta al femminile, formata da sei donne, mugellane e trentine, che con numerose raccolte e iniziative -padre Franco lo conoscono da trent’anni- lo aiutano in attività davvero importanti a servizio dei più poveri tra i poveri.
L’invito ad aver coraggio, oggi per l’associazione, ha anche un’altra valenza, perché da qualche tempo padre Franco combatte con una grave patologia tumorale.
Ed è significativo che l’invito a partecipare alla prossima iniziativa venga insieme da Paola Leoni e padre Franco. Un’iniziativa, “CantAfrica”, concerto con musica anni ’70, un concerto della “Diapason Band” che si tiene al Compostela Forum di San Carlo, al Villaggio San Francesco (Senni 61 – Scarperia e San Piero)
Ci sarà tanta musica, un buon buffet e una proiezione di immagini per documentare le attività di solidarietà dell’associazione.
Il ricavato dell’evento sarà donato alla casa dei bambini disabili (Huruma Children Home) della missione di Wamba, e alla finitura della struttura in memoria del nostro caro don Savino.
“Il nostro modo di operare -spiega Antonella Bertaccini, presidente dell’associazione- è lo spirito di gratuità a tutto tondo. E un discorso a parte vorrei farlo su padre Franco, che incarna oggi più che mai la missione con l’offerta continua e luminosa della sua sofferenza senza dimenticare la sua gente che lo aspetta e che lui segue da Milano pastoralmente e concretamente. Il coraggio della fede e della speranza nella piena carità”.
I Progetti sostenuti da “Afrika Jipe Moyo”
Questi, in particolare, i progetti avviati e sostenuti:
Progetti Zona urbana di Nairobi:
- Progetto Educazione in sette scuole governative di Kahawa West (periferia di Nairobi) per l’accesso all’istruzione primaria e secondaria dei bambini più poveri delle baraccopoli, degli orfani e dei figli dei carcerati.
- Cibo, cure e interventi ospedalieri a soggetti delle baraccopoli e ai ragazzi di strada, su indicazione di p. Franco in base a situazioni particolarmente drammatiche.
Progetti Zona missione di Wamba:
Sostegno alla Huruma Children Home (casa dei bambini disabili abbandonati). Le tre suore che la gestiscono vivono di carità e ospitano 40 bambini dalle gravissime disabilità. (*)- Struttura polivalente da completare in memoria di don Savino Poli da adibirsi a scuola -chiesetta per la comunità di Remot sperduta nella savana. (**)
(*) La Huruma Children’s Home, gestita da un esiguo gruppetto di suore Nirmala dell’India accoglie i casi più disperati di bambini gravemente disabili, che vengono abbandonati, nascosti o lasciati morire perché ritenuti una maledizione di Dio.Nella maggioranza dei casi è la paralisi cerebrale infantile, quasi sempre causata da parti complicati, che provoca lesioni al cervello.Vi sono bambini che vivono rannicchiati in un letto senza alcun futuro, con le membra rigide e contorte tra cateteri permanenti e decubiti.
(**) don Savino Poli parroco di Luco Mugello per 40 anni si è recato in Africa a visitare la missione di Padre Franco due volte (2007 – 2010) all’età di 81 e 84 anni. Ha affermato che nella vita erano due i regali che Dio gli aveva fatto: il sacerdozio e l’Africa.
La missione di Wamba Terra dei nomadi Samburu.
Una delle tribu più fiere e nobili dell’Africa, orgoglioso popolo seminomade geloso delle proprie tradizioni. La loro sopravvivenza è legata all’acquisizione e al mantenimento del bestiame. L’interdipendenza tra la famiglia samburu e i loro animali è simbiotica. Nel riarso Nord Kenya l’acqua è sinonimo di vita e anche per la popolazione di Wamba l’acqua è il bisogno primario. La carenza di pioggia è qui causa continua di carestia. Dall’acqua dipende la sopravvivenza, la salute, la pace, lo sviluppo di queste popolazioni. P. Franco sta cercando di intervenire con progetti su piccola e larga scala per approvvigionare i villaggi;- dalla fornitura e posa in opera di tanks, serbatoi in pvc da 10mila litri per la raccolta di acqua piovana,da collocare nelle singole outstations (come i dieci da noi donati con il ricavato dell’asta benefica del 2012 a Villa Pecori con la donazione di oggetti etnici del prof, Antonio Barletti ), – a veri bacini di raccolta a monte sfruttando le sorgenti con distribuzione a valle attraverso una rete canalizzata.
Slum di Nairobi.
Ci sono almeno 130 slums (baraccopoli) a Nairobi. “Insediamenti informali” dove vive il 60% della popolazione (oltre due dei 4 milioni di abitanti) sul 1,5% del territorio della città. La più grande è la mostruosa Kibera (750.000 abitanti), la più famosa Korogocho (100.000 ab.) . Le baraccopoli di Nairobi sono tra le peggiori al mondo.
L’impatto visivo e olfattivo è indescrivibile. Alveari di capanne (2mt. x 2) di lamiera, fango, cartone, plastica. Manca tutto: luce, acqua, servizi igienici, strade, fognature. Fango, stracci, bambini che sbucano da ogni dove, porci in libertà, montagne di immondizia, rigagnoli putridi, meandri impenetrabili, concentrazione di tragedie personali e collettive. All’interno crudezza, degrado, alcool, droga, emarginazione, abbandono. Per i più lo stato di denutrizione è permanente. Centinaia di bambini rischiano ogni giorno di morire negli slums. Un’infinità le malattie, molte delle quali endemiche: malaria, tubercolosi, Aids (Kenya al 5° posto della classifica mondiale), parassiti intestinali, malattie della pelle, febbri reumatiche. Diffusissime la tigna e la scabbia. La prima causa di morte dei bambini sono le entercoliti, le broncopolmoniti, le ustioni (queste ultime sono frequentissime perché nelle baracche c’è sempre un recipiente che bolle sul pavimento di terra e i bambini vi si aggrappano). L’atmosfera è infernale, si nasce nella precarietà, si vive su limo infido, si muore senza formalità. La gente dello slum vive in uno stress fisico e psicologico senza valori né vita familiare, nella paura, nella fame, nella violenza. Un’umanità che sembra fatta di “non-uomini” che vive senza alcun sollievo.
I ragazzi di strada di Nairobi
Sono migliaia, ragazzi tra gli 8 e i 18 anni, orfani o allontanati dalle famiglie perché lo spazio dell’abitazione, una singola stanza nello slum, non può farli convivere con mamma e sorelle.Devono trovare il modo di sopravvivere con le proprie forze sulla strada dove si costituiscono in gruppi. Si possono individuare sugli incroci o sdraiati lungo le strade e le aiuole delle grandi vie, vestiti di stracci, mentre aspirano la famosa “colla” che toglie lo stimolo della fame e appaga altri desideri rendendo il dolore e la durezza della loro vita più accettabili. Una vita la cui aspettativa è molto bassa, vita che è sopravvivenza, sono i rifiuti della società. Un gruppo di 70 di loro è sotto le ali protettive di padre Franco.
The Diapason Band
E infine una nota sul gruppo che riempirà di musica la serata di sabato
I Nostri Intenti
E’ importante aiutare i giovani a capire che l’arte e la musica sono elementi fondamentali che fanno crescere interiormente in modo equilibrato e permettono di accostarsi con sensibilità diversa al bello e alla vita .
“Music really does make the world a better place”
La musica è un mezzo di comunicazione che arriva anche dove le parole sembrano inaccessibili.
L’Associazione Musicale Casentinese “DIAPASON” nasce a Rassina nel corso dell’anno 2005 per iniziativa di un gruppo di appassionati di musica.
Le finalità che l’Associazione si propone sono quelle di promuovere e favorire ogni attività diretta a studiare e migliorare la conoscenza della musica come manifestazione culturale, rivolta alle nuove generazioni, e di proporre, ad un pubblico più vasto dei soliti addetti ai lavori, importanti artisti del panorama italiano ed internazionale.
A tal fine nello stesso anno,con il patrocinio del Comune di Castel Focognano, nasce la “ Modern Music School”, autentica scuola di musica moderna,
ormai considerata, nel suo genere, la più importante nel territorio, composta da ottimi insegnanti di Teoria musicale, chitarra,basso, batteria, canto, violino.
Ad oggi è stata frequentata da circa trecento allievi.
L’attività concertistica da noi organizzata e’ iniziata nell’anno 2005 con i concerti di Johnny Hiland al Teatro Comunale degli Antei di Pratovecchio e di Ed Gerhard a Rassina. E’proseguita negli anni successivi con appuntamenti annuali al Teatro Antei dovesi sono esibiti grandi artisti come ad esempio: John Jorgenson, M.Montgomery, G.Kock, LE ORME, Beppe Gambetta e con l’organizzazione di “RASSINA IN MUSICA” manifestazione musicale che si svolge in Piazza Mazzini dal 2006 con serate riservate ad un progetto per giovani Band del Casentino ed altre con ottimi musicisti i che hanno proposto, nelle passate edizioni, anche serate a tema dedicate a grandi artisti. ( L.BATTISTI, F.DE ANDRE’, VASCO ROSSI, GENESIS ).
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, maggio 2015







