
BARBERINO DI MUGELLO – Il 14 agosto il Cardinale Ernest Simoni è stato nella frazione barberinese di Santa Lucia (articolo qui), in un incontro fortemente voluto dai parrocchiani, a cui hanno partecipato diverse persone e non sono mancate le principali autorità civili e religiose locali, il sindaco Giampiero Mongatti e il pievano don Stefano Ulivi. Dopo la Santa Messa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, il Cardinale Simoni ha offerto ai presenti la sua toccante testimonianza della prigionia in Albania.
“E’ stato un racconto emozionante – ha detto Mongatti -: per chi è credente rappresenta un esempio di fede cristiana molto tenace, a costo e a rischio della propria vita. E ha anche un significato di resistenza civile ad un regime totalitario che in tutti i modi priva delle libertà. Ricordo che, invece e fortunatamente, la nostra Costituzione dedica espressamente un articolo alla libertà di ciascuno di noi di professare la propria religione”.

“Sentire l’esperienza di un sacerdote, divenuto poi cardinale – dice don Stefano – che ha vissuto veramente da ‘confessore della Fede’, uno che l’ha testimoniata senza diventare martire, tocca il cuore e l’anima. E fa bene a noi cristiani ascoltare una testimonianza così forte perché diventa un’opportunità di riflessione importante”.

Quando don Ulivi si insediò come pievano a Barberino di Mugello, fece due promesse, che ha mantenuto. “Sì, ci siamo impegnati tutti. E’ grazie a coloro che con me hanno creduto di poterle realizzare, se ci siamo riusciti. Una riguardava l’asilo di Cavallina, che in questo momento è stato salvato, sta camminando e sta andando avanti. L’altra era il riaprire al culto la chiesa di Santa Lucia. Si può vederlo con oggi stesso, non ad esso ma ad anche altre iniziative, come questa con il Cardinale. Dietro Santa Lucia c’è una comunità che si riconosce nell’edificio ‘chiesa’ e per questo si impegna, dando il massimo”.
Fabrizio Nazio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 agosto 2018





