
VAGLIA – I Consiglieri comunali di centrodestra di Vaglia e Sesto Fiorentino inviano questo comunicato congiunto che parla di “rischio inquinamento per il torrente Carzola” a causa di problemi con la rete fognaria del Cas di Ceppeto:
Nuovo Allarme al CAS di Ceppeto. Non solo l’acqua rappresenta un problema per il CAS di Ceppeto. La struttura dell’ex hotel Monte Morello, destinata a diventare un centro di accoglienza straordinaria (CAS), non è collegata alla rete fognaria, sollevando preoccupazioni per il rischio di inquinamento del torrente Carzola.
Durante l’ncontro tecnico del 4 agosto scorso, a cui hanno partecipato il viceprefetto,
Co.Ge.Mo (il consorzio che gestisce l’acquedotto ndr), ASL, Vigili del Fuoco, e le amministrazioni dei Comuni di Vaglia e Sesto Fiorentino, insieme ai consiglieri di opposizione Dominici e Impallomeni, è emerso che, oltre ai problemi idrici, c’è anche una criticità legata allo smaltimento dei reflui.

In attesa delle relazioni tecniche di Co.Ge.Mo, che ha già espresso parere contrario alla
fornitura a causa dell’insufficienza di risorse idriche e della mancanza di un impianto di
potabilizzazione adeguato, i capigruppo di opposizione Dominici (Centro Destra per
Vaglia), Mengato e Brunori (FDI e Lega a Sesto Fiorentino) hanno evidenziato l’assenza di collegamenti della struttura alla rete fognaria pubblica.

“La gestione dei servizi idrici in quest’area è affidata a un consorzio privato. Per quanto
attiene allo smaltimento dei reflui, mentre i singoli proprietari li hanno regolarizzati con richiesta di autorizzazione al comune di Sesto Fiorentino, per l’ex hotel Monte Morello sembrerebbe non esserci nessuna autorizzazione, ” spiega Claudia Dominici, del gruppo Centrodestra per Vaglia. “In un contesto già precario, l’aumento degli scarichi potrebbe causare un danno ambientale significativo”, aggiunge Mengato.
Brunori sottolinea inoltre il rischio tangibile di inquinamento del torrente Carzola, da cui i residenti ricevono l’acqua, derivante dallo scarico diretto sul terreno della struttura. L’afflusso costante di 80 persone, comportando un aumento del consumo d’acqua e degli scarichi, potrebbe contaminare il torrente rendendolo inutilizzabile.
I tre consiglieri chiedono anche rassicurazioni sulla sicurezza antincendio per ospiti e
residenti. “Se il problema dell’acqua è centrale, come si potrebbe garantire la funzionalità dei dispositivi antincendio? La pressione dell’acqua è sufficiente?” affermano, suggerendo l’installazione di una cisterna interrata con pompa di sollevamento adeguata per garantire la pressione necessaria in caso di incendio.
Ciò richiede ovviamente verifiche sui tempi di rilascio e validità del CPI, e l’adeguamento delle cisterne esterne all’impianto antincendio esistente che andrebbe comunque collegato.
Comunicato stampa congiunto, inviato da Claudia Dominici
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 Agosto 2024






