BORGO SAN LORENZO – Continuano, con la battaglia per il pagamento delle spese legali, le polemiche legate alla vicenda giudiziaria del cantiere del Comune di Borgo San Lorenzo, chiusa nel Maggio del 2023 dal giudice del Tribunale di Firenze, che ha assolto dalle accuse di truffa e peculato i quindici dipendenti del cantiere coinvolti (articolo qui). Dopo che negli anni scorsi si era parlato addirittura della richiesta della Corte dei Conti di addebitare ai dipendenti coinvolti il risarcimento del danno erariale (articolo qui), adesso la vicenda è ribaltata, e sette di loro hanno invece presentato al Comune richiesta di rimborso delle spese legali per un totale di ben 240 mila euro. Richiesta rigettata però dall’ente.
Lo scorso Novembre, i dipendenti in questione, di fronte a questo primo rifiuto del Comune, hanno però presentato ricorso alla sezione Lavoro del Tribunale di Firenze; che sarà discusso il prossimo 13 Maggio. Anche in vista di tale appuntamento, il Comune di Borgo San Lorenzo il 16 Aprile ha emanato una determinazione nella quale si ribadisce che “non sussistono le condizioni per poter accogliere la richiesta di patrocinio legale e, conseguentemente, che non sussistono le condizioni per il rimborso delle spese legali”. Spiegando che “il mancato riconoscimento delle spese legali è motivato sia per la sussistenza del conflitto di interessi con il datore di lavoro, sia perché i fatti relativi ai capi di imputazione non risultano essere attinenti all’adempimento dei compiti del dipendente o, comunque, risultano essere in contrasto con l’interesse del datore di lavoro al corretto adempimento dei compiti d’ufficio da parte del personale dipendente”.
Così, il Comune ha deciso “di richiedere ad avvocato specializzato in materia lo stato della giurisprudenza più recente sia sulle condizioni per poter accogliere la richiesta di patrocinio legale, sia sulla circostanza se il datore di lavoro sia tenuto a corrispondere la retribuzione ai dipendenti destinatari della misura restrittiva della libertà personale della “Sospensione dell’esercizio di un pubblico ufficio o servizio” prevista dall’art. 289 c.p.p. disposta dall’autorità giudiziaria, qualora i dipendenti siano successivamente assolti”.
La scelta è ricaduta sull’avvocato specializzato, Paolo Stolzi, con studio a Firenze. Una consulenza che ha intanto generato un impegno di spesa di circa 3300 euro. Vedremo quale sarà il verdetto del tribunale.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 Maggio 2026






