L’hanno chiamata la terra dei fuochi Toscana, la cava di Paterno, dove sono stati scoperti rifiuti che non dovevano esserci. Le analisi sono state eseguite, le indagini iniziate ed i nodi iniziano piano piano a venire al pettine.
Infatti, nei giorni scorsi, tre persone sono state citate in tribunale con l’accusa di non aver ottemperato all’ordinanza sindacale che gli imponeva di attuare varie misure di salvaguardia, non ultimo lo smaltimento dei rifiuti. Si tratterebbe di due membri della famiglia Ottaviani, proprietari della cava, ed un dipendente che ricopriva una carica, non ben specificata, all’interno della società. Le indagini sono in corso, così come proseguono le analisi del materiale contenuto nell’ex cava, l’obiettivo è quello di bonificare la zona evitando la possibilità di aggravare eventuali contaminazioni ulteriori.
Nel merito la proprietà, Industriale Vaglia e Commerciale Vaglia, ha messo in atto una proposta, ma Arpat ha richiesto delle integrazioni. Sembra siamo però all’oggi arrivati ad un punto di incontro.
Arpat aveva richiesto che fossero eseguite indagini anche sulla radioattività dei rifiuti e, sembrerebbe, si sia concordata un’azione comune tra tra le proprietà ed i tecnici dell’agenzia ambientale. Al momento conosciamo ancora solo in parte il contenuto dell’ex discarica, ma piano piano ogni nodo verrà sciolto e la giustizia farà il suo corso.
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 24 novembre 2015




