
BORGO SAN LORENZO – La Funzione Pubblica Cgil zona Mugello, con il delegato e responsabile Federico Bevilacqua, lancia l’allarme in merito alla carenza di personale dell’ospedale di Borgo San Lorenzo, e parla di una “drammatica situazione, a causa della mancanza di assunzioni e dal fisiologico aumento dell’età media (oltre i 55 anni) dei lavoratori in servizio”, con il rischio “di una lenta, ma inesorabile, chiusura del presidio ”
“Non è pensabile che lo scellerato blocco del turn-over pensionistico voluto dal Governo – continua Bevlialcqua, delegato RSU e responsabile FPCGIL zona Mugello – sia tutto scaricato sulle spalle dei lavoratori attraverso la continua richiesta di rientri a lavoro, se non dovessero arrivare le necessarie nuove risorse, l’azienda dovrà presentarci l’elenco dei servizi da chiudere per recuperare il personale mancante. La nostra sigla sindacale è pronta a proclamare lo stato d’agitazione di tutto il personale e la mobilitazione dell’intera cittadinanza, per contrastare le continue violazione dei diritti contrattuali dei lavoratori, ed impedire la chiusura dei servizi ospedalieri, per questo lanciamo un appello a tutte le forze della società civile presente nel territori per sostenere le ragioni dei lavoratori della sanità pubblica, per garantire la massima sicurezza delle cure e la qualità dell’assistenza è necessario che nei piccoli presidi ospedalieri collocati lontani dai grandi centri urbani, come è il nostro ospedale, sia prevista una disponibilità di personale più ampia per fronteggiare con determinazione il rischio di una lenta, ma inesorabile, chiusura del presidio ”
“La carenza di personale – spiegano dalla Cgil – coinvolge ormai ogni profilo professionale presente in ospedale, la recente epidemia influenzale ha messo a nudo le gravi lacune presenti negli organici, in questi giorni ne ha risentito pesantemente la degenza pediatrica, dove a causa dell’assenza per influenza del personale, sono rimasti in servizio solo 3 infermieri dei 12 previsti nell’organico, costringendo il personale infermieristico presente negli altri reparti a coprire le assenza con turni aggiuntivi di lavoro e con un rischio elevato per la sicurezza clinica, dovuta alla mancanza di competenze assistenziali, necessarie in un reparto di pediatria.
“La grave carenza di personale in tutti i servizi ospedalieri – spiega la nota Cgil – non riesce più’ nemmeno ad essere gestita con la continua richiesta di rientri in straordinario e con le chiamate in pronta disponibilità, l’incessante incremento del numero delle certificazioni, rilasciate dalla Medicina Preventiva, l’aumento delle richieste di utilizzo dei congedi obbligatori per Legge 104 e di fruizione dei congedi parentali, comporta per tutto il personale restante non solo un incremento del normale orario di lavoro, ma soprattutto un indiscriminato aumento dei carichi di lavoro”.
“Per fronteggiare questa emergenza organizzativa – dichiara Federico Bevilacqua – la nostra organizzazione ha ripetutamente richiesto l’istituzione di un pool aggiuntivo di infermieri e oss, che permetta almeno di fronteggiare le assenze per congedo di maternità e per le lunghe malattie, e che venga previsto un rinforzo del numero del personale tecnico sanitario ed ostetrico ed in generale nei principali servizi come la Pediatria, le Sale Operatorie, il DEA e la Rianimazione”
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 Gennaio 2026



1 commento
Andrebbe spiegato al delegato CGIL simpatizzante PD che le scellerate scelte che descrive sono figlie di tagli alla sanità voluti dalla sua tanto amata Regione Toscana ormai bei vari decenni. La parte politica è sempre la stessa da ormai 40anni. Vale lo stesso per il TPL e Linea Faentina.
Ma non riesce la CGIL a non fare politica anche su cose importanti come la carenza di organico del presidio Ospedaliero del Mugello.
Ad esempio già nel 2021(governo amico della CGIL), l’Ospedale del Mugello soffriva di una grave carenza di personale che coinvolgeva tutti i profili professionali, esacerbata da picchi influenzali e un aumento delle richieste di congedi, causando sovraccarico, turni extra e rischio per la sicurezza clinica, specialmente in reparti come la pediatria, con infermieri costretti a coprire assenze in altri reparti. Sindacati anche come la CGIL denunciavano la situazione come “drammatica”, con il rischio che i servizi essenziali potessero essere compromessi, richiedendo interventi urgenti dall’Azienda Sanitaria per garantire i diritti dei cittadini. Quindi di che cosa stiamo parlando?