
BORGO SAN LORENZO – Sarà presentato domenica 12 febbraio alle ore 16.00 presso la pieve di San Cresci in Valcava, il volume “Chiese, cappelle, oratori di Borgo San Lorenzo e del suo territorio”. L’opera è il risultato del lavoro pluriennale di un gruppo di appassionati cultori di storia e arte locali come Giuliano Bacci, Marisa Ignesti, Adriano Gasparrini, Giorgia Lisi, Marta Magherini ed Andrea Pini, guidati e coordinati dallo storico dell’arte Marco Pinelli, che aveva un duplice scopo: da una parte il desiderio di avvicinare persone non specialiste, per professione o per il proprio percorso di studi, in questo campo, ma comunque interessate agli studi a carattere storico territoriale, senza, ovviamente, la pretesa di farne degli esperti storici dell’arte, geografi, paleografi o storici, ma semplicemente riuscendo ad introdurli a questo genere di studi; dall’altra, dare concretezza a quest’impegno, producendo uno studio serio e affidabile sull’argomento scelto, le chiese dei quattro pivieri storici del territorio di Borgo San Lorenzo, vale a dire San Lorenzo a Borgo, San Giovanni Maggiore, San Cresci in Valcava e Santa Felicita a Faltona.
Il risultato sembra proprio raggiunto in entrambi i suoi obbiettivi: la ricerca infatti si è svolta come un vero lavoro di gruppo, in cui ogni componente ha contribuito in base alle proprie possibilità e disponibilità, al risultato finale, mettendo in comune e discutendo i risultati della propria attività. Ne è scaturito un serio e dettagliato studio storico e artistico sulle chiese del territorio del comune di Borgo San Lorenzo. Il volume, dotato di una veste editoriale di prima qualità, è introdotto da un ampio saggio di Marco Pinelli che inquadra l’argomento da un punto di vista storico e artistico, e presenta quindi le schede storico artistiche descrittive di ben cinquantuno edifici sacri, tra quelli ancora esistenti e quelli scomparsi o radicalmente trasformati, illustrate anche con un notevole apparato fotografico di qualità, in banco-nero e a colori, prevalentemente realizzato per l’occasione da uno dei componenti del gruppo, Marta Magherini.
Si tratta delle quattro pievi sopra indicate, delle loro chiese suffraganee, risultati dalle fonti documentarie, dei conventi e monasteri e dalle altre chiese che si trovano (o si trovavano) nel territorio esaminato. L’indagine pubblicata, oltre a costituire un’importante ricognizione sull’attuale consistenza del patrimonio storico, architettonico e artistico di queste chiese, cerca di ricostruirne le vicende passate, e ha portato alla luce anche aspetti inediti e di rilevante interesse.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello –9 febbraio 2017



