MUGELLO – Da anni si parla di questo progetto, ma adesso si fa sul serio, e aprono i cantieri. Il primo è nell’area di Massorondinaio, al ponte ai Noci, nel comune di Scarperia e San Piero: uno dei “tasselli” della grande Ciclovia del Mugello, chiamata anche Ciclovia dell’Acqua perché unirà tre laghi, quello di Bilancino, fino al lago di Montelleri e infine al lago di Londa: sessanta chilometri, da percorrere in bici. Non una pista ciclabile, specificano i tecnici, perché le ciclabili dovrebbero essere un corridoio protetto a uso esclusivo di bici e pedoni. La ciclovia invece è un itinerario, con tratti anche ad uso promiscuo, e quindi, pur in brevi tratti, anche con la presenza di veicoli a motore.
Costerà in tutto 5 milioni di euro, quattro dei quali messi dalla Regione Toscana, e uno da RFI, per l’integrazione delle bici con il treno. E a gestirla sarà compito dell’Unione dei Comuni del Mugello.
“Già progettata da tempo – dice il responsabile, architetto Giuseppe Rosa – verrà realizzata per lotti, e l’opera è già stata appaltata, con i lavori già consegnati alla ditta Costruire srl di Lucca”. L’obiettivo è completarla entro ottobre 2026.
La Ciclovia mugellana farà parte di una vera e propria rete europea , composta in tutto da 15 percorsi in 42 Paesi e 70 mila km In particolare il percorso che attraversa il Mugello farà parte dell’Euro Velo 7, che unisce Capo Nord a Malta, e unisce il Brennero alla Sicilia con la Ciclovia del Sole.
“I nostri 60 km non sono quindi isolati e fine a se stessi – spiega Rosa – ma acquistano un senso perché fai parte di un’idea di rete di collegamenti europea. Paesaggisticamente sono a basso impatto, in gran parte si tratta di viottole già esistenti e recuperate, con una segnaletica dedicata. Alcune parti sono già esistenti e tracciate, anche se da risistemare.”
E’ il caso del tratto Borgo San Lorenzo – Sagginale – Ponte a Vicchio, la vecchia e ormai malmessa pista ecoturistica, oggi chiusa per frane. Grazie alla ciclovia sarà completamente risistemata entrando a far parte del percorso. Non così invece la pista tra Borgo San Lorenzo e Larciano, che non sarà compresa nel percorso complessi. Perché per la ciclovia si è deciso, tra San Piero a Sieve e Borgo, di passare in sinistra Sieve. In pratica, dalla rotonda delle Mozzete si arriverà al distributore Beyfin per piegare poi sul lungo Sieve, verso le aree produttive di La Torre-Petrona e La Soterna, e poi dietro il Conad e la Coop, per poi attraversare il ponticino in legno sulle Cale, passare dai Bastioni fino all’altezza del ponte della Sieve, e da qui prendere la pista ecoturistica fino a Sagginale e Vicchio. Poi verso Dicomano, con un percorso tutto da realizzare, mentre da Dicomano a Contea la pista già c’è, e da qui fino a Londa, con il tratto da costruire.
Sulla scelta di passare dalla zona produttiva e commerciale di Borgo San Lorenzo l’architetto Rosa evidenzia un aspetto: “In pratica la ciclovia mugellana risponde a tre target. Da una parte c’è l’utilizzo attuale, quello del percorso breve, per la passeggiata. Poi c’è un obiettivo medio, quello di offrire un percorso idoneo per la mobilità casa – scuola, casa – lavoro, casa – centri commerciali, da raggiungere in bicicletta. Infine c’è l’utilizzo di percorrenze più lunghe, per i cicloturisti, un’attività in crescita e con importanti valenze turistiche e sportive”.
Quanto alla manutenzione e gestione, sarà l’Unione montana dei Comuni del Mugello a farsene carico, in modo unitario. Anche questa è una novità importante. Finora infatti le piste lungo Sieve, tra Larciano-Borgo-Sagginale-Ponte a Vicchio erano state realizzate dall’Unione, ma poi consegnate ai singoli comuni. Finora quindi i difetti di manutenzione, fondi sconnessi, erba alta, erano responsabilità dei Comuni. Quando la ciclovia sarà pronta, invece, il compito passerà all’Unione: “Non saranno più tanti pezzi a carico di ciascun Comune – conferma l’architetto Rosa – uno con l’erba tagliata e l’altro no, ma il percorso verrà curato in modo unitario, anche con economie di scala”.
A questo punto, secondo l’architetto Rosa, non ci dovrebbero più essere ostacoli, anche se non è stato facile avere ovunque la disponibilità dei terreni da attraversare. Anzi, 4-5 proprietari sono ancora riottosi, ma al momento – sottolinea il tecnico dell’Unione – “on è stato necessario fare alcun espropri, tutti i terreni hanno visto accordi, con cessioni volontarie: i proprietari si sono convinti della bontà del progetto e hanno ceduto le aree necessarie”.
Un’incognita, nel progetto, resta: il tratto che attraversa la zona di Cafaggiolo, da San Giusto a Fortuna verso il lago di Bilancino. Il progetto originario prevedeva il passaggio in parallelo alla Sieve, ma poi è stata prevista la variante della statale della Futa – richiesta dal proprietario di Cafaggiolo -, variante che prevede anche la pista ciclabile. Ma la nuova strada sarà realizzata? Se così non fosse, rassicura Rosa, si troverà una soluzione, tornando al percorso originario.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 settembre 2025







3 commenti
Buongiorno, pare di capire che di conseguenza alla decisione di passare dal lato sinistro Sieve, il tratto già operativo Borgo-Larciano nel lato destra Sieve diventa in effetti un “ ramo secco “.
Sull’ argine destro della Sieve sarebbe stato molto più facile e veloce realizzare la ciclabile e raccordarla al tratto di Larciano. Chissà perché non è stato fatto, o chissà chi non lo ha permesso….ah saperlo!
Di fantasia è fatto il mondo , quel che è peggio è che si spendono i soldi per opere che non risulteranno ne utili ne durature . di lavori utili da fare ce ne sarebbero tanti , per esempio perché non fare una circonvallazione di Borgo per togliere il traffico automobilistico dalle strade del paese che sono già molto incasinate e pericolose ?
Completamente d’accordo con il commento di Pierluigi Recati: esempio sempre più lampante di sperpero di soldi pubblici (cioè nostri) per “bischerate” senza senso, mentre restano ancora inagibili strade franate con l’alluvione dello scorso marzo, con enormi disagi per famiglie, intere comunità e attività produttive.
Cosa diciamo a chi tuttora deve fare il “giro delle sette chiese” per arrivare a casa…compratevi la bicicletta?