BARBERINO DI MUGELLO – Hanno fatto un gran lavoro, di notte. Perché non deve essere stato né semplice né rapido togliere tutte le grondaie di Cafaggiolo. Ben seicento metri di gronde hanno portato via, e non contenti si sono introdotti anche all’interno della villa, per ultimare il lavoro, accedendo alla corte interna.
Quel che sembra quasi incredibile è il fatto che si siano introdotti nella tenuta medicea per ben tre volte. La prima, sabato notte, poi domenica notte e lunedì, per finire il lavoro.
Hanno ripulito prima gli edifici costruiti a fianco della villa medicea, che è patrimonio dell’Unesco, la “Manica Lunga” e la “Manica Corta”. E da qui hanno prelevato 280 metri di grondaie. Poi si sono occupati a ripulire dal rame la villa, altri 320 metri.

A facilitare il loro compito è il fatto che le strutture del complesso di Cafaggiolo sono tutte circondate da ponteggi. Già qualche anno fa una ditta specializzata in restauri, la SIVE, si è occupata del rifacimento delle coperture, e adesso, da qualche mese, sta lavorando, sotto la supervisione della Sovrintendenza, a rifare le facciate della villa. I ponteggi sono rimasti anche intorno alla Manica Lunga, in attesa di avviare anche lì un intervento sulla facciata.
Così i ladri hanno potuto agire in tutta tranquillità, nascosti dalle coperture dei ponteggi. Anche se smontare, calare e caricare su un mezzo sufficientemente capiente 600 metri di tubazioni, non deve essere stato facile. Nessuno però sembra essersi accorto di niente. Peraltro i ladri di rame hanno subito provveduto a recidere il cavo della linea internet, per accecare ogni possibile telecamera.

E sono entrati anche all’interno dell’antico complesso mediceo. Dimostrando una particolare perizia. Su due lati della corte interna non ci sono infatti impalcature, ma i ladri, agganciandosi alle linee vita sono riusciti a giungere ai bordi del tetto, a un’altezza di almeno 25 metri. Sono pure saliti sul tetto, danneggiando alcune antiche tegole. E in questo modo hanno sganciato pure su questi lati le gronde.
Non contenti, hanno rovistato anche nelle sale al piano terra della villa, adibite ad uffici della società di Lowenstein, dove si stanno progettando gli interventi di recupero sia di Cafaggiolo che di Costa San Giorgio. Hanno lasciato un gran disordine, con il materiale sparso dappertutto, e se l’inventario è ancora da fare, pare siano spariti 500 euro in contanti dalla cassa, e almeno un pc.
I proprietari, Alfredo con la moglie Diana, sono stati avvertiti subito dell’accaduto. Erano a Lugano e già oggi sono arrivati in Mugello, per verificare quanto accaduto. E sono rimasti sconcertati e dispiaciuti per quanto accaduto, e si sono fatti spiegare la situazione da Stefano Fani della SIRE Costruzioni Spa di Firenze, la ditta specializzata che ha curato tutto il rifacimento dei tetti qualche anno fa, e che ora è all’opera, sempre con la supervisione della Sovrintendenza, al rifacimento delle facciate. E al di là del danno economico, diverse decine di migliaia di euro, e con il prezzo del rame che è decuplicato, Fani esprime un’altra preoccupazione ancor più grave: “nel lavoro alle facciate la pioggia che cade sulla calce che stiamo applicando ci rovinerebbe mesi di lavoro. Per questo stiamo correndo a ripristinare le grondaie almeno per i punti nei quali dobbiamo salvaguardare il lavoro fatto sulle facciate”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 luglio 2022




3 commenti
Hanno agito con perizia?? Per forza conoscevano bene il posto e le labili misure di sicurezza.. Sveglia!!!
Una struttura del genere non ha impianti d’allarme o guardiania? Com’è possibile?
Evidentemente erano ben informati del fatto che chi ha montato il cantiere non lo ha dotato di allarme.