Lo è, senza se e senza ma. Anche, senza pudore. E non solo quello politico. Aggiungiamone, dunque, per restare nel tema della spudoratezza, l’altro legato alla disinvoltura procedurale degli uffici competenti, chiamati ad esprimersi sulla materia. Sicché, un pasticcio amministrativo. Un intreccio fra sciatteria e scarsità professionale, fra chiusura di palpebre, vuoti di memoria e favelle perse.
Così nessuno si è accorto, o ha fatta menzione, di un problema enorme, ineluttabile. Il conflitto d’interessi. L’Unione Montana dei Comuni del Mugello (UMCM, n.d.a.), tramite la propria società pubblica, la Pianvallico s.p.a., con le risorse finanziarie dei cittadini, acquista dei terreni, per una speculazione immobiliare. Poi, lo stesso ente istituzionale, dimentico degli indirizzi amministrativi del proprio Statuto, sempre usando quella società di comodo, lancia proseliti per promuoverne l’iniziativa.
Continuo. In una fase successiva, sfruttando l’intraprendenza dei propri dipendenti, quelli iscritti a libro paga della società controllata, seleziona i gruppi imprenditoriali da far insediare su quei terreni. Infine, nel turbinio di questi passaggi, fra carte, promesse e intenti, acconti e rimborsi, è l’UMCM stessa che dovrà autorizzare la futura attività industriale su quei terreni.
In modo autoreferenziale, questo sodalizio fra più Comuni, pagato dai cittadini, in maniera teatrale, veste più costumi di scena, alternandosi nei ruoli, con l’unico risultato di interpretare sempre se stesso. Non c’è un canovaccio su cui si dipana questa storia, il progetto. Un palcoscenico improvvisato, per un solo attore, seduto anche sulla poltrona di regista. Si inizia con l’operetta, o meglio con un intrattenimento da avanspettacolo, poi si passa all’opera buffa e si chiuderà, verosimilmente, con la tragedia.
Sicché sul cartellone, sulla civetta, che promuove la rappresentazione dello spettacolo, pur leggendo diversi i nomi dei personaggi, ecco che, di fatto, ci si accorge che sarà riconducibile ad un unico attore. Tutt’uno. Proponente, acquirente dei terreni, progettista, esecutore dei lavori, selezionatore delle attività da insediare, giudice per l’autorizzazione da concedere.
Apparentemente sembrerebbero scoperti i ruoli di altri attori, o forse comparse. Non è chiaro. Alludo alle mansioni di direttore lavori e di collaudatore. Ma non è così. Sono figure professionali, sì imposte dalla legge, ma altrettanto scelte dalla società controllata dalla stessa UMCM. Dunque, il cerchio è chiuso. Il titolo, già, l’avevo scritto qualche riga avanti, “Il conflitto d’interessi”. Si va in scena.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 12 ottobre 2015


