MARRADI – Ottanta anni sono trascorsi dal terribile eccidio, che colpì le piccole Comunità di Crespino e Fantino: 44 furono le vittime,su un numero totale di meno di 300 abitanti,fra cui bambini, donne e anziani,che inermi furono trucidati per rappresaglia dalle truppe di occupazione naziste.
Da allora niente sarà più uguale per gli abitanti di quelle valli,ma il dolore e l’odio non presero il sopravvento e fin dai primi anni,la celebrazione del ricordo diventò la forza trainante del borgo, che attorno alle sue vittime trovò identità e motivazione per pensare a un nuovo futuro.
Già dall’anno 1945,uno dei primi impegni sarà quello di pensare ad una sepoltura decorosa per le vittime e in pochi anni venne costruita una Cripta-Ossario,con il contributo di tutti i Crespinesi, che poi verrà ampliata e completata negli anni.
Quel filo conduttore dell’immediato futuro,non verrà mai spezzato e anno dopo anno, mentre le fila dei parenti diretti si assottigliavano, il testimone della memoria veniva trasmesso alle nuove generazioni ed è stato così fino ad ora in cui viene celebrato l’ottantesimo anno dalla strage, mantenendo inalterati gli stessi sentimenti, commozione e coinvolgimento.
Il Comitato, con Don Bruno e coordinato da Irene Alpi, persona davvero speciale e instancabile nell’organizzare e nel trasmettere l’amore per la sua comunità, ha predisposto le giornate con momenti estremamente significativi.
Il primo appuntamento è stato domenica 14 luglio, presso la Chiesa Abbaziale, con un incontro dedicato all’Onorevole Giuseppe Matulli, Beppe ci ha lasciato alcuni mesi fa:da Marradese fin da giovane aveva conosciuto la storia Crespinese e sempre di più il suo coinvolgimento è stato appassionato, tanto che per anni aveva tenuto l’orazione ufficiale, con riferimenti legati al passato, ma con profondi collegamenti con la Storia attuale, a ricordarci di come l’uomo ancora oggi non abbia imparato a riconoscere e superare gli errori del passato.
A ricordare Matulli, insieme all’Amministrazione Comunale,al Comitato, ai familiari, ai tanti intervenuti, erano presenti il Professor Riccardo Saccenti e Matteo Mazzoni, Direttore dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza. Beppe era davvero un amico di Crespino e il Comune di Marradi a nome di tutta la Comunità ha voluto dedicargli una targa a ricordo, posta all’inizio del ponticino che porta all’Ossario, unendo simbolicamente “la memoria dei caduti alle ragioni profonde di una cittadinanza sempre vigile, attiva e responsabile,nel solco da lui segnato lungo decenni di appassionata dedizione alla cosa pubblica”
come recitano le parole incise sulla targa.
Mercoledì 17, giorno in cui avvenne l’eccidio a sera,quando il caldo afoso di questi giorni ha lasciato spazio a una brezza leggera, i gesti e le parole sono stati sostituiti dalla preghiera: davanti al Sacrario è stata celebrata la Messa; insieme a Don Bruno hanno concelebrato Don Francesco Cavina e Don Massimo Monti.
Don Francesco, nella breve omelia ha ricordato il valore inderogabile della riconciliazione individuale e universale,cardine indispensabile a costruire un mondo più giusto e più pacificato. Domenica 21 si sono concluse le giornate e dalle 9,30 il corteo ,con le note della Banda locale, formato dalle rappresentanze delle regioni Toscana ed Emilia Romagna,da vari Comuni insieme ai Sindaci di Marradi e Palazzuolo con i loro confaloni uniti a quelli di molte associazioni, ha sfilato lungo il “cammino della memoria” dove nell’ultimo tratto era stato allestito un percorso fotografico a ricordare ogni vittima di quel lontano 1944. Poco prima del ponte era stata allestita una mostra di alcuni ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Marradi, che con la loro creatività hanno rappresentato l’eccidio visto con gli occhi di bambini.
La Presidente del Comitato Irene, nel fare gli onori di casa, ha voluto ricordare questo viaggio lungo 80 anni con sentimenti di riconoscenza e affetto per tutti coloro che con sacrificio e impegno hanno reso viva ogni anno la memoria, in particolare con commozione ha ricordato i tanti che proprio in questo periodo hanno lasciato la Comunità di Crespino: Beppe Matulli ma anche Bruno Scarpelli che appena ragazzo era scampato all’eccidio dove aveva perso il padre e con la sua attività nel comitato aveva fatto della memoria una scelta di vita, poi Domenico Maretti, Sergio Frassinetti, Luigi Albonetti, Moreno Malevolti che avevano contribuito ad aggiungere pietra su pietra nel costruire il Saccello-Ossario ora così perfetto, nella sua austerità.
Sono seguiti i saluti del Sindaco di Marradi Tommaso Triberti e del Sindaco di Palazzuolo Marco Bottino, concordi nel dire di non dimenticare il passato e di non sottovalutare i tanti pericoli che sempre più ci allontanano da un mondo pacificato. Si sono susseguiti gli interventi delle altre autorità, che hanno ribadito l’importanza di tenere sempre presenti la forza dei nostri principi costituzionali; ancora oggi oltre 300 milioni di persone subiscono terribili conseguenze a causa della guerra, tanto da rendere necessaria una Costituzione globale della Terra.
Gli ultimi contributi sono stati dell’Onorevole David Ermini e del Dottor Matteo Mazzoni che ancora una volta hanno voluto ricordare con riconoscenza Beppe Matulli e riflettere sul valore inderogabile della Pace per non rivivere mai più quei terribili giorni in cui la guerra diventò totale e definitiva.
La mattinata è terminata con l’Eucarestia celebrata dal Vescovo Mons. Mario Toso che durante l’omelia ha ribadito che Gesù è venuto per unire tutti i popoli , per diventare un unico popolo, quello di Dio: il compito di ognuno è essere capaci di fare comunità e di accogliere, non con pugni chiusi, ma con mani aperte capaci di ricevere e di donare. Ha terminato con un ringraziamento particolare a tutti gli educatori impegnati a formare donne e uomini nuovi. Durante le celebrazioni di questi giorni il comitato di Crespino ha scelto di avere come filo conduttore la musica,dal suggestivo concerto degli Intilli-mani, all’esibizione del soprano Sevjlai Bajoz durante l’incontro dedicato a Beppe Matulli ed infine con l’esibizione dell’Orchestra della Toscana con il duo Francesco Di Cuomo, violino e Chiara Foletto, viola, a dimostrazione di quanto la musica riesca ad unire e a toccare e pacificare i cuori nel profondo.
Fedora Anforti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 Luglio 2024



