BARBERINO DI MUGELLO – Non accenna a risolversi la crisi della storica azienda di abbigliamento Rifle e Co, che ha sede a Barberino di Mugello e conta complessivamente 96 dipendenti sul territorio nazionale, di cui oltre 40 fra le Province di Firenze e Arezzo, e la maggior parte sono impiegati a Barberino: si tratta di 30 persone più cinque 5 impiegati all’Outlet.
L’azienda è attualmente in cassa integrazione straordinaria dal 12 luglio 2020 ed ha chiesto il 18 maggio un concordato in continuità. La Rifle era in difficoltà da tempo, e già era passata di mano: il gruppo Fratini -che l’aveva fondata a Barberino, dando lavoro a Barberino e in altri comuni del Mugello a molte centinaia di persone- l’aveva ceduta a un fondo d’investimenti internazionale. E ora, forse, l’epilogo.
Filctem-Cgil e Femca-Cisl di Firenze, che seguono da tempo la vicenda, lanciano ancora una volta l’allarme ed hanno chiesto in data odierna, un urgente incontro al tavolo istituzionale di crisi della Regione Toscana.
Abbiamo chiesto più volte un incontro alla proprietà, sollecitando un piano di rilancio a supporto del concordato, senza il quale il destino di questa storica società appare segnato. Ad oggi non abbiamo avuto nessun riscontro e questo naturalmente non fa altro che aumentare la nostra preoccupazione e soprattutto quella dei lavoratori.
Non ci rassegneremo ad assistere passivamente alla fine di un marchio ed alla perdita dei posti di lavoro di persone professionalmente preparate e che hanno contribuito a vestire intere generazioni.
Fonte: Filctem-CGIL-Alessandro Lippi-Femca-CISL– Gianluca Valacchi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 Settembre 2020





