BORGO SAN LORENZO – Riceviamo e pubblichiamo dal gruppo Donne in Nero – Mugello a firma di Lucia Frati un resoconto del flash mob organizzato per venerdì 27 giugno.
Venerdì 27 giugno, nella torrida atmosfera di questi giorni, Borgo San Lorenzo ha ospitato un intenso e partecipato flash mob del movimento Donne in Nero.
Intorno alle ore 18, nei pressi del Palazzo Comunale, hanno cominciato ad apparire – in silenzio e vestite di nero – donne di tutte le età. Unite dal desiderio di manifestare per la pace, hanno dato vita a una presenza muta ma carica di significato.
Il movimento Donne in Nero è nato durante la prima Intifada, ed è oggi attivo in tutto il mondo. Questo momento si schiera nuovamente al fianco del popolo palestinese, sottoposto a sofferenze
indicibili.
La manifestazione è stata aperta dal sindaco di Borgo San Lorenzo, Leonardo Romagnoli, che ha sottolineato come non sia possibile restare in silenzio di fronte a ciò che sta accadendo. «Se non lo si vuole chiamare genocidio, è comunque pulizia etnica» – ha detto – «con da una parte uno Stato (Israele) armato fino ai denti, e dall’altra un popolo inerme, senza vie di fuga, che viene massacrato. Una disparità inaccettabile».
“La formula due popoli due stati –ha proseguito- si è rivelata in questi anni fallimentare anche se deve essere comunque perseguita. La vera utopia, la vera soluzione di pace sarebbe un unico stato in cui due popoli possano convivere pacificamente e democraticamente”.
Anche noi auspichiamo che questa visione si faccia strada: la sicurezza per tutti e la pace possono realizzarsi solo attraverso la parità dei diritti, la fine dell’occupazione e l’abolizione di ogni forma di discriminazione istituzionalizzata.
Una rappresentante del movimento ha illustrato le richieste delle Donne in Nero rivolte alle istituzioni e alla politica:
- cessate il fuoco immediato;
- liberazione degli ostaggi;
- accesso sicuro, continuo e senza restrizioni agli aiuti umanitari per Gaza;
- blocco della produzione e della vendita di armi a Israele: la pace non si costruisce con le
armi; - uso di ogni strumento politico, diplomatico e giuridico per fermare la colonizzazione e l’annessione dei territori palestinesi occupati;
- avvio di reali trattative internazionali in difesa del popolo palestinese;
- rispetto dell’articolo 11 della Costituzione italiana, che ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli: non esistono guerre giuste.
Il flash mob è poi entrato nel vivo: le donne, immobili e silenziose, si sono posizionate agli angoli delle strade di Borgo. In seguito, si sono raccolte in piccoli gruppi nelle piazze, per poi tornare al Comune, dove una di loro ha letto il celebre discorso contro la guerra di Gino Strada, pronunciato nel 2015 in occasione del conferimento del Right Livelihood Award, il cosiddetto
“Nobel alternativo”.
Hanno partecipato donne comuni, attiviste, esponenti di associazioni e partiti, ma anche tanti
uomini. Un’iniziativa intensa, silenziosa e commovente, che ha lasciato un segno profondo in tutti i presenti.
Rubrica: Dai Lettori – Donne in Nero Mugello – Lucia Frati
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 giugno 2025


