MUGELLO – Daniele Baldoni non è nuovo ad esprimere il suo pensiero sul vino mugellano. Ed ora fa una rilfessione non tanto qualitativa, ma di mercato.
Sono passati anni da un articolo che scrissi per illustrare la mia opinione su come un vino prima decente e poi decisamente buono in Mugello non sia frutto del caso ma di una idea intelligente e di un esperimento ben riuscito. L’idea da cui tutto è partito è almeno in apparenza semplice, un uovo di Colombo: provare a sostituire il Sangiovese, da secoli coltivato nella nostra vallata direi per abitudine. Una abitudine a posteriori incomprensibile visto che il vino prodotto era decisamente mediocre, adatto al consumo familiare e sicuramente non alla vendita. Ma probabilmente la vendita del vino non è mai stata nelle corde dei mugellani più abituati, per la natura del territorio, ad altre attività agricole o all’allevamento.
Poi l’esperimento: piantare vigne di Pinot nero, un vitigno non autoctono sicuramente più adatto al clima freddo, umido, nebbioso e scarsamente soleggiato del Mugello e che infatti produce grandi vini nel nord Italia ma soprattutto nel nord Europa. E l’esperimento è riuscito con la produzione di un ottimo pinot e la nascita di numerose aziende vinicole. Semplice in teoria ma, in realtà, tutto questo richiede le competenze dell’enologo che spaziano dal terreno da coltivare a vigneto, alla vendemmia, vinificazione, invecchiamento eccetera. Sono queste competenze, cercavo di spiegare nel mio ormai vecchio articolo, che hanno creato nel Mugello un piccolo gruppo di produttori di vino eccellente. A chi fosse interessato a queste tematiche, e sono sicuramente tanti, io consiglio di leggere il bellissimo articolo che scrisse un Uomo bravissimo e sfortunato che si chiamava Paolo Pasquali in occasione di un convegno della Accademia dei Georgofili.
L’articolo si intitola “Il vino si fa, l’olio è”. In queste parole che non hanno bisogno di commenti sono racchiusi e svolti con sapienza e passione i concetti che più maldestramente avevo cercato di illustrare io suscitando una levata di scudi quanto meno scomposta da parte di vignaioli la cui immagine io avrei macchiato.
Ma, come si suole dire, il tempo è galantuomo e soprattutto il vero giudice della qualità di un vino, come di qualunque altro prodotto, è il mercato. Dove per mercato non si intende la partecipazione a piccole fiere o la presenza in enoteche locali ma essere nominati e valutati sulle riviste specializzate oppure, meglio ancora, essere nel catalogo dei grandi venditori internazionali di vini e distillati. Ebbene in questi anni chi scrive ha sempre seguito con curiosità le sorti delle aziende i cui titolari, stracciandosi le vesti, si erano scagliati su di me come un sol’uomo. Ne ho seguito il posizionamento appunto sul mercato.
Su quello vero.
Il risultato di questo modesto studio osservazionale ha confermato le mie idee.
A superare la prova del mercato sono state le aziende possedute o guidate da enologi veri, enologi seri.
Cioè due, forse tre aziende mugellane che ovviamente non nomino.
Tutte le altre si attestano nella fascia di un medio-alto dilettantismo.
Daniele avevi ragione allora e ce l’hai ancora in effetti era una cosa semplice da capire a me apparve evidente quando partecipando nel 1972 a un corso di sommelier dell’A.I.S. chiesi ad un un mio insegnante perché un annata considerata critica per il vino rosso . Antinori aveva prodotto uno straordinario vino spumante Nature , la risposta fu : negli anni che l’uva rossa non matura bene , i vitigni a bacca bianca sono idonei a produrre eccellenti vini bianchi . Vedi appunto il PINOT nero . è cosi che da allora io avevo capito che il Mugello era un territorio idoneo a produrre vini bianchi e pinot nero
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Daniele avevi ragione allora e ce l’hai ancora in effetti era una cosa semplice da capire a me apparve evidente quando partecipando nel 1972 a un corso di sommelier dell’A.I.S. chiesi ad un un mio insegnante perché un annata considerata critica per il vino rosso . Antinori aveva prodotto uno straordinario vino spumante Nature , la risposta fu : negli anni che l’uva rossa non matura bene , i vitigni a bacca bianca sono idonei a produrre eccellenti vini bianchi . Vedi appunto il PINOT nero . è cosi che da allora io avevo capito che il Mugello era un territorio idoneo a produrre vini bianchi e pinot nero