MUGELLO – “Surreale”. Così il nostro lettore descrive l’apisodio accaduto ieri, domenica 17 Marzo, durante la partita di calcio degli Esordienti tra San Piero a Sieve e Settignanese. Bambini, di 12 – 13 anni, e famiglie, rimandati a casa nonostante un giovane giocatore si fosse offerto di giocare tra i pali. E commenta: “Neanche in Serie A”:
Domenica 17 marzo alle 11:45 come genitore ho assistito alla partita di calcio della categoria esordienti (12-13 anni dove si gioca nove contro nove) tra la Settignanese e il San Piero a Sieve. Durante il suo svolgimento, alla metà del tempo di gioco, il portiere della Settignanese ha riportato un piccolo infortunio per il quale in via precauzionale è stato fatto uscire dal campo. Il primo pensiero é ovviamente l’augurio che il giocatore stia già bene e che sia stato solo un piccolo scontro di gioco.
Ma il fatto che ne è conseguito ha dell’incomprensibile (mai ricordo di aver assistito ad una decisione simile). Il responsabile della società Settignanese ha deciso di terminare a metà del tempo di gioco la partita, nonostante avesse a disposizione altri sei/sette ragazzi in panchina, motivando la decisione con il fatto che non aveva a disposizione altri portieri di ruolo da potere mettere tra i pali. Così, tra lo stupore di tutti ( ragazzi e famiglie sia della Settignanese che del San Piero a Sieve) si è proceduto al triplice fischio finale e alla conclusione della partita.
Non mi risulta sia previsto in nessun regolamento, e non è riportato da nessuna parte, che nonostante si abbia abbondanza di piccoli atleti, giocatori in campo, si debba avere un portiere identificato (tra l’altro un bambino si era proposto di andare in porta, pur di proseguire, ma è rimasto inascoltato). Anche in serie A si mette un giocatore di movimento tra i pali se ve ne é necessità.
Mi pare inaccettabile che, apparentemente, si dia più importanza alla prestazione di un giocatore tra i pali (e al risultato finale del match) piuttosto che a far giocare con gioia e divertimento i bambini in campo, che di domenica mattina, insieme alle loro famiglie, si sono presentati per giocare la loro partita (e stiamo parlando di quasi 30 ragazzi e rispettivi parenti). Da genitore mi domando qual è la motivazione che ha portato a questa decisione. Dalla società di casa non ci è stata espressa chiaramente. Sempre da genitore non ritengo sia stato un bel messaggio, né per le famiglie né tanto meno e soprattutto per i ragazzi.
Ultima nota sulla quale si potrebbe anche sorvolare, ma che comunque è da tenere in considerazione, è che in seguito a questa decisione presa in modo unilaterale, poi nessuno ha comunicato all’uscita dal campo se per il biglietto d’ingresso pagato da tutte le famiglie per l’intero, si avrà diritto di rimborso, parziale o totale.
Penso che i valori dello sport, di tutto lo sport, soprattutto nelle attività di base e nei settori giovanili, siano quelli di infondere fiducia, rispetto (delle regole e degli altri atleti) e di fare del sano divertimento. I risultati numerici, beh, quelli lasciamoli ai professionisti.
G.N.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 Marzo 2024






