BARBERINO DI MUGELLO – Non a tutti piace la festa di Halloween. Specialmente quando si eccede. E secondo una giovane barberinese, Fiammetta Menchetti, a Barberino qualche eccesso c’è stato. Ecco la sua lettera aperta.
Come tutti ben sanno, il 31 ottobre nei paesi anglosassoni si festeggia la notte di Halloween. Tengo a sottolineare che non è una festa che appartiene alla nostra tradizione, ma ormai è un dato di fatto che è entrata a far parte, purtroppo, del novero delle ricorrenze aspettate con molta ansia dai bambini. Nei giorni che precedono, i genitori fanno i salti mortali per assicurare ai figli il costume e i gadget più belli e poi la sera stessa li accompagnano per le vie del paese attraverso petulanti suonate di campanelli al fine di conquistare, non senza fatica, qualche scampolo di junk food.
Bene, sarà l’ennesima festa consumista che importiamo dall’America, si può non essere d’accordo, ma dopotutto, i bambini si divertono e chi non vuole aprire non è obbligato a farlo e la cosa finisce lì.
Tuttavia, ieri sera è accaduto qualcosa di più.
Sono rientrata a casa alle 20.30, e con mio grande stupore si sentivano scoppi di petardi ovunque. Bambini che correvano in ogni direzione gettando botti in ogni dove (due mi sono scoppiati a poca distanza nei 50 metri di tragitto dalla macchina alla porta di casa). I relativi genitori fermi ad assistere sorridenti. Poi la cosa è ulteriormente peggiorata perché con il passare delle ore si sono aggiunti i ragazzi più grandi che hanno cominciato a scoppiare petardi più forti per tutto il corso e la piazza. Una signora è scesa in strada, gridando che aveva la madre anziana a letto malata, ma loro nulla. Hanno continuato a scoppiare petardi e a gridare cori da stadio per ore e ore. Sembrava di essere in mezzo ad una guerriglia urbana e sembrava anche che ce l’avessero con qualcuno in particolare perché continuavano a gettare petardi sempre verso la stessa casa. Alcune ragazze erano impaurite e chiedevano di chiamare qualcuno. L’ho fatto. Ho chiamato i carabinieri (due volte). La prima volta, mi hanno detto che avrebbero mandato subito una macchina. Dopo trentacinque minuti non si era visto nessuno e allora ho chiamato ancora. Ho faticato a prendere la linea, tentando per ben tre volte al numero generale 112. E ho pensato: meno male che non si trattava di qualcosa di peggio altrimenti avrei fatto in tempo a morire. Alla terza ho ripreso la linea. Mi è stato detto che la macchina sarebbe arrivata presto. Non li ho mai visti arrivare.
La guerriglia è finita alle 23.30, credo spontaneamente per carenza di materia prima (i petardi). Io ero incredula e allibita. Ad Halloween ho sempre associato il suono dei campanelli e i ritornelli di “dolcetto o scherzetto”…è stato uno shock scoprire che sono stati rimpiazzati da petardi e cori da stadio. Dulcis in fundo, nonostante le segnalazioni (numerose, a detta degli stessi carabinieri) non ho visto nessuno intervenire. Le mie “minacce” sono così cadute nel vuoto (mi ero affacciata alla finestra dicendo di smetterla, perché avevo chiamato il 112) e al senso di stupore, incredulità e rabbia si è così sostituito quello di impotenza.
Credo che la situazione sia sfuggita di mano a tutti. Ai genitori di questi ragazzi, che hanno fornito loro i soldi per dotarsi di un vero e proprio arsenale, ai ragazzi, che non sentono neanche le ragioni di una signora anziana e agli organi che dovrebbero controllare ed evitare tutto questo macello. Spero quindi che questa mia lettera aperta possa costituire uno spunto di riflessione e sopratutto mi auguro che il prossimo anno siano prese delle misure atte a consentire l’ordine ed evitare il ripetersi di episodi come quelli di ieri sera. La festa può starmi anche bene, la guerriglia no.
Fiammetta Menchetti – Barberino di Mugello
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 2 novembre 2019







6 commenti
Sono assolutamente d’accordo con Fiammetta. Si è ormai perso ogni freno di rispetto verso il prossimo, questa ubriacatura dell’empatia reciproca sta trasformando la nostra società in un luogo sempre meno civile, sempre meno vivibile.
Sono perfettamente d’accordo con Fiammetta ; non può essere tutto lecito , e il rispetto per gli altri dove lo mettiamo ?
Concordo con quanto espresso dalla lettrice e ricordo a tutti che nella mia gioventù era in vigore una massima, ora diventata anacronistica ed utopica, che recitava: “la mia libertà finisce dove comincia la tua”, valida anche e forse di più, se si scambiano tra loro gli aggettivi possessivi.
In tema di intervento delle Forze dell’Ordine, voglio raccontare un fatto che ebbe a sorprendermi: diversi mesi fa, per una serie di schiamazzi notturni sotto casa, considerando inutile telefonare alla locale Caserma dei CC, che pur è presente nella frazione dove abito (poichè avrebbero risposto dalla Stazione principale, essendo fuori dall’orario d’ufficio[*]), inviai una mail a quella Stazione che, essendo vicinissima a casa mia, avrebbe dovuto essere logicamente coinvolta nell’acustica dello schiamazzo. Non ci credereste, ma, forse sorpresi da quel mezzo insolito di contatto, dopo una 40ina di minuti (sic), a schiamazzo ormai naturalmente cessato, fui tirato giù dal letto da una scampanellata datami dai CC arrivati sul posto con l’autopattuglia.
Per questo propongo alla lettrice l’indirizzo mail della Caserma di Barberino, invitando chiunque abbia una qualche necessità, a fare ricerca su Internet dell’indirizzo mail della Caserma loro più vicina.
Per Barberino é: [email protected]
[*] Sembra strano, ma anche i CC hanno un orario d’ufficio, al di fuori del quale i loro interventi non sono (troppo) garantiti.
Naturalmente chi delinque ne è perfettamente a conoscenza.
Grazie Piero! Ho annotato l’indirizzo. Preciso solo che io ho la massima fiducia nelle forze dell’ordine (altrimenti non avrei chiamato nessuno) e proprio per questo sono rimasta un po’ delusa non avendoli visti arrivare. Poi magari si sono fermati in piazza, oppure sono passati quando già era tutto cessato. Non posso saperlo. Mi spiace solo non averli visti, ecco. E comunque il numero 112 per l’emergenza generale funziona male. Tre tentativi per prendere la linea sono tanti, meno male non era niente di peggio. Quindi grazie del suggerimento!
Vorrei che questa lettera di Fiammetta arrivasse a tutti i genitori di Barberino, perché si scuotano al sentire quali conseguenze può avere la nostra mancata educazione alla giustizia, alle cose giuste secondo criteri per me cristiani, ma per tutti almeno civili.
Non perdiamo la speranza e non stanchiamoci di testimoniarlo.
Silvia