
SCARPERIA E SAN PIERO – Gianni Andrea Morittu, uno dei cittadini di Campomigliaio danneggiati dall’esondazione del torrente Carza del 14-15 Marzo, ha scritto alcuni versi dedicati a questo fiume, domandandosi se davvero un torrente possa essere incolpato per quanto accaduto. Uno spunto di riflessione per chi ha da sempre apprezzato e rispettato il nostro “amico Carza”, ma anche un monito per chi, al contrario, non l’ha fatto.
Al Torrente Carza
Fedele amico, per anni hai scandito l’alternarsi delle stagioni,
testimone silenzioso delle nostre emozioni.
Volatili variopinti trovano rifugio sulle tue sponde
e per tutto il giorno il loro canto si diffonde,
donandoci una sveglia più leggera
e cullandoci verso il sonno della sera.
Lo scorrere delle tue acque, melodico e mai invadente
entra all’interno delle nostre case soavemente,
riempiendo di gioia i nostri cuori,
alleggerendo i pensieri e affievolendo i dolori.
Nulla hai potuto contro chi nel tempo ti ha offeso,
con cemento, trivelle e gallerie ha preteso
di privarti delle tue falde senza il popolare permesso,
nascondendosi dietro la scusa del futuro e del progresso.
Impotente spettatore dello scempio provocato
da chi appropriarsi dei tuoi spazi ha osato,
per interesse personale o speculazioni,
creando ponti, baracche e costruzioni.
E da chi sprezzante del pericolo e con coraggio
oltre i muri ha costruito persino un villaggio.
Ma la natura si sa, segue il suo corso,
si riprende i suoi spazi senza alcun rimorso.
E tu che con tenacia a resistere hai provato,
di pioggia, speranza e preghiere ti sei gonfiato,
finquando le opere umane hanno ceduto
e sappiamo bene cosa è accaduto.
Case sommerse da acqua, fango e distruzione,
famiglie intere in preda alla disperazione.
Colpiti duramente ma con un orgoglio forte,
ci siamo rialzati sfidando la malasorte,
sicuri che domani la vita con caparbietà
il suo ciclo regolare riprenderà.
Ciò che è accaduto non sarà presto dimenticato
perché le nostre esistenze ha con violenza segnato.
Tu il nostro tempo continuerai a scandire
ma sappiamo che d’ora in poi dovremo contribuire
a rendere il tuo scorrere più leggero,
a rispettarti e volerti bene per davvero.
Dal ponte di Campomigliaio ora osservo il tuo dolce fluire
come se nulla fosse successo nel tuo alveo hai ripreso a dormire
e mi piace vederti così silente e pacato
spettatore di quello che è stato,
vittima incolpevole di un disastro annunciato.
Gianni Andrea Morittu, cittadino di Campomigliaio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 2 Aprile 2025






