MUGELLO. Eccoci, ci risiamo. Nevica. Iniziano i disagi, veri o presunti. E, intendiamoci subito, non è una questione di centimetri. Fra giuste lamentale, isterismo compulsivo e compiti degli enti pubblici, ebbene, con calma, guardiamo le due facce della medaglia. Dal Mugello verde al Mugello bianco.
Semplicemente è il corso delle stagioni. Con quella invernale, poi, il freddo è la normalità, il ghiaccio, più o meno inteso, e la neve, più o meno copiosa, sono variabili direttamente proporzionali ai fenomeni di bassa pressione che gravitano sul nostro paese. Matematica meteorologica, però tutt’altro che rigorosa.
Le cronache di ieri parlano di una giornata difficile, critica. Neve, in verità poca, annunciata da una previsione che tuttavia non ha impedito il ripetersi del secolare evento sulla salita, o discesa, del “Miglio” di Pratolino. Uno scenario consueto per l’apertura della stagione, con l’immancabile slalom sul ghiaccio, inverno dopo inverno, anno dopo anno. Gomme che slittano, veicoli lasciati di traverso, manovre di guida inopportune, superficialità, a volte l’incoscienza, da una parte, quella dei cittadini, o utenti. Scarsa tempestività negli interventi, piani preventivi di allerta disattesi, metodologia di assistenza inefficace, dall’altra, quella degli enti pubblici.
Oggettivamente, pretendere che la salatura e lo spalamento delle strade pubbliche possa avvenire all’unisono e in tempo reale, in tutte le varie frazioni e località del Mugello, come fosse una opzione da telecomando televisivo, ebbene, evoca esercizi da fantascienza. Però che almeno la viabilità principale, nella fattispecie quei due chilometri scarsi del “Miglio” di Pratolino, porta d’ingresso e di uscita più frequentata del Mugello, siano agibili, anche con condizioni meteo appena avverse, dovrebbe essere motivo di miglioramento operativo da parte di chi sovrintende a quel tipo di competenza, Città Metropolitana o Comune che sia.
Nevica. Vengono diramati avvisi di allerta. L’esperienza insegna che i momenti critici per la viabilità locale siano quelli ove sono concentrati i movimenti dei pendolari da e verso il capoluogo fiorentino. Cioè la mattina, il tardo pomeriggio e la sera. Eppure le lezioni tenute e ricevute negli anni, evidentemente, non hanno sortito effetto. Una scolaresca disattenta, in ogni ordine e grado, privato e pubblico. Così succede che Pratolino, quota di metri 476 (s.l.m.m.), venga assurto al mitico e strategico Khyber Pass celebrato da Rudyard Kipling. Insomma un varco montuoso da cui trarre pagine di gesta avventurose, tutt’altro di un resoconto ordinario.
Quindi ieri è successo di nuovo. Le immagini sono eloquenti. E si prestano per riaprire anche una polemica ripresa qualche giorno fa. Lascia sgomenti vedere che la Città Metropolitana di Firenze continui ad impegnare risorse pubbliche per i cartelli luminosi, dislocati nei nodi strategici della viabilità locale, peraltro inutili e costosi, e, allo stesso tempo, non si riesca a migliorare un servizio che lenisca disagi e metta in sicurezza, almeno, un paio di chilometri di strada, fondamentali per il traffico locale.
Ho una certezza. Se continua a nevicare si dovrà tornare sull’argomento. Di certo anche nel prossimo inverno, e in quello dopo. Il corso delle stagioni, in fondo, si ripete.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 17 gennaio 2017






