MUGELLO – Bene l’avvio della progettazione per la ristrutturazione e la messa in sicurezza sismica dell’ospedale del Mugello -un investimento da 37 milioni di euro-. Ma, dice la Cisl Sanità, c’è ancora un rischio da fugare, quello dello “svuotamento” dell’ospedale, dell’impoverimento dei servizi. “Talvolta -dicono Andrea Ferrini, responsabile territoriale Sanità Asl Toscana Centro, e Gianni Guidi, responsabile Sanità Mugello- – si avverte forte la sensazione che questo ospedale venga progressivamente svuotato, e quindi penalizzato”.
Secondo la Cisl ai pazienti e ai loro familiari viene data un’informazione scorretta circa i servizi. Si tende cioè a porre come riferimento unico gli ospedali fiorentini, quando invece certi servizi sono erogati anche dalla struttura mugellana. “Prendiamo senologia -dice Ferrini-. Le donne mugellane vengono operate a Ponte a Niccheri e a Borgo, ma poi sono indirizzate a Firenze per le varie procedure. Così nella struttura mugellana si abbassano i numeri, e questo indebolisce il presidio. Chemioterapia e le altre terapie oncologiche si possono fare anche a Borgo, ma nessuno lo dice alle pazienti. Che magari lo scoprono quando vengono in ospedale, per i lavaggi o per il ritiro dell’istologico: ‘Nessuno ce lo aveva detto che si poteva fare anche qui'”.
E non è solo per senologia: “Ciò -continuano i sindacalisti- avviene anche per l’ematologia: in Mugello viene l’ematologo una volta la settimana, ma la terapia viene tutta dirottata a Torregalli, quando invece potrebbe essere fatta in zona. Oppure per pneumologia: qui non si fanno gli interventi, ma poi anche il resto è accentrato a Careggi”. “Noi chiediamo -dicono Ferrini e Guidi- che le persone possano scegliere il luogo di cura, e che vengano correttamente informate. Che senso ha costringere i malati mugellani a recarsi a Firenze anche quando il servizio potrebbero averlo vicino a casa? Perché procurar loro un disagio e maggiori spese? Perché congestionare Firenze?”
I sindacalisti della Cisl Sanità non nascondono una preoccupazione: dirottare una parte di utenza verso gli ospedali fiorentini, sottraendola a quello del Mugello, comporta un abbassamento dei numeri delle prestazioni complessive. “E con numeri bassi può venir più facile la tentazione di tagliare il servizio”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 marzo 2019







