
BORGO SAN LORENZO – Il servizio di diabetologia dell’Ospedale del Mugello è in grave difficoltà da metà Febbraio, mettendo a rischio un presidio fondamentale per la salute pubblica dell’area. Lo denuncia la CISL Funzione Pubblica, evidenziando come questa situazione colpisca circa 3.500 pazienti cronici provenienti da tutto il territorio del Mugello.
“Da metà Febbraio – spiega Andrea Ferrini, segretario regionale del comparto sanità della Cisl – il servizio di diabetologia del presidio ospedaliero del Mugello è rimasto privo di uno dei due medici specialisti. Una figura fondamentale che l’Azienda Sanitaria USL Toscana Centro non ha ancora provveduto a sostituire, lasciando scoperto un servizio di salute pubblica essenziale per l’intera area.”
Le conseguenze pratiche di questa mancanza sono evidenti: molte visite specialistiche sono state annullate o riprogrammate al presidio ospedaliero di Bagno a Ripoli, costringendo molti anziani e utenti fragili a lunghi spostamenti verso l’area fiorentina. “Si tratta di una situazione che sta generando notevoli disagi e un forte senso di abbandono, non nuovo, da parte delle istituzioni sanitarie,” commenta Ferrini. “Il servizio di diabetologia del Mugello garantisce la gestione di 3.500 utenti cronici, fornendo visite di controllo, consulenze ai reparti dell’ospedale, visite post ricovero, monitoraggio di pazienti con nefropatia diabetica e servizi fondamentali come le certificazioni per il rinnovo della patente”.
Ferrini sottolinea inoltre come il servizio sia stato portato avanti con grande senso di responsabilità da un solo medico e dal personale infermieristico, nonostante le difficoltà. “La mancanza anche del supporto di personale OSS, pensionato e non sostituito, acuisce il disagio e mette a rischio la qualità delle prestazioni”, afferma.
Il rappresentante della CISL critica duramente la mancata sostituzione del medico specialista: “Non è solo un problema organizzativo, è una decisione che mette a rischio la salute di tanti cittadini del Mugello e crea loro disagi facilmente evitabili. Non sostituire quel medico diventa un attacco diretto alla cura e all’equità di accesso ai servizi sanitari, oltre a essere un ulteriore segno di indifferenza nei confronti dei residenti”.
In conclusione, la CISL Funzione Pubblica chiede con fermezza all’Azienda sanitaria di intervenire: “Oltre a richiedere la sostituzione del personale mancante, chiediamo una programmazione chiara che eviti il progressivo smantellamento dei servizi sanitari ospedalieri e territoriali del Mugello. I cittadini di questa zona non possono essere considerati pazienti di serie B. È inaccettabile”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 12 Maggio 2025


