BORGO SAN LORENZO – Dopo l’incontro al Giotto Ulivi tra la dottoressa Simona Caiani, madre e zia di due studenti dell’istituto che ha affidato ai social una lettera aperta contro chi parcheggia e manca di rispetto alle persone disabili (articolo qui), pubblichiamo alcune riflessioni degli studenti, proprio su questo tema (articolo qui). Ecco il pensiero di Edoardo.
“Questa lettera, scritta da Simona Caiani mamma di una ragazza deambulante e zia di un nipote costretto su una sedia a rotelle, ha sentito il forte bisogno di scrivere ed indirizzare una lettera a noi ragazzi di questo istituto superiore e ai nostri genitori. Per raccontare e cercare, insieme a noi, una possibile soluzione ad un problema che interessa lei ed i genitori che si con figli sfortunati: l’occupazione dei posti per i disabili da parte di persone non munite di tagliando.
Non siamo in una storiella inventata, bensì nel nostro istituto di Borgo San Lorenzo, dove incontriamo i nostri amici ed impariamo tante cose nuove.
Ormai da tempo, come dice l’autrice della lettera, i posti per disabili vengono occupati di continuo da genitori menefreghisti ed egoisti, ed ogni volta che questa madre si avvicina per dire qualcosa, anche solamente chiedere di spostarsi, riceve risposte e gesti maleducati. 
Questo è solamente uno dei tanti luoghi dove viene infranta la regola dei parcheggi, diventando quasi una moda negli ultimi anni. Tutti quanti, compreso me, non pensiamo mai alle persone meno fortunate di questo mondo e a quanti problemi hanno. E noi per migliorare la situazione gliene creiamo altri inutili.
La signora Caiani ha indirizzato la lettera a noi, perché siamo le persone più influenti della società e per questo ha dedicato il suo prezioso tempo per scrivere un articolo, invogliandoci a far capire ai più grandi ed ai nostri parenti di rispettare le regole e di elaborare una soluzione.
Appena abbiamo letto questo post tutti insieme ci siamo impegnati, cercando di trovare una soluzione. E sono venuti fuori i seguenti punti:
- Mettere delle telecamere da controllare periodicamente
- Attuare una soluzione pecuniaria
- Mettere delle transenne
- Mettere un vigile a pattugliare la zona all’uscita e all’entrata degli studenti finché il problema non sarà risolto.
Penso che sia meglio non attuare nessuno di questi punti ma che questi genitori si rendano conto che esistono persone meno fortunate e non è una bella azione. È ora di diventare veramente responsabili e prendersi le proprie colpe“.
Edoardo Di Tolve
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 maggio 2018


