MUGELLO – Il disagio giovanile è sotto gli occhi di tutti, e lo si percepisce già dall’età infantile. Proprio per le sue molteplici sfaccettature, e per la velocità con la quale avvengono i cambiamenti nel mondo degli adolescenti, diversi sono i servizi e gli interventi possibili.
Partendo da dati concreti riferiti al Mugello, ed a quelli dell’area dell’Azienda Sanitaria Usl Toscana Centro, con la guida della Psicologa Erika Luigia Fenaroli, esperta del settore, cerchiamo di comprendere meglio quale sia la direzione da prendere.
Qual è, dal tuo osservatorio specialistico, la percezione dei giovani di oggi?
E’ evidente come le old generation siano differenti dalle new generation. Ci troviamo spesso a comparare l’infanzia e l’adolescenza di ieri con quella di oggi, chiedendoci anche quale impatto abbia avuto il COVID-19 sulle nuove generazioni. Oltre a domandarci, naturalmente, quale peso abbiano lo sviluppo delle tecnologie e i social media sui nostri ragazzi.
Ci sono dati che possono aiutarci a capire meglio l’entità del disagio giovanile?
Si, a questo proposito possiamo analizzarne alcuni tratti dal Profilo di Salute 2024, che è parte del Programma Operativo Annuale (POA) dell’anno in corso, recentemente approvato dalla Società della Salute del Mugello. In questo documento appare innanzitutto come il Mugello presenti un indice del benessere relazionale tra pari, e quello del benessere culturale e ricreativo per la fascia 11-17 anni, tra i più alti della Toscana per l’anno 2023.
E questa sarebbe una buona premessa…
Sì, ma se andiamo a far luce sui dati relativi alla violenza agita dai ragazzi, bullismo o cyberbullismo nei confronti di pari, il tasso di questo fenomeno risulta leggermente più elevato nel Mugello (21,5%) rispetto alla media della Toscana (19,7%).
Per quanto riguarda invece l’accesso ai servizi e l’uso di farmaci, cosa ci dicono le medie?
L’accesso ai servizi della salute mentale territoriale per disturbi psicologici, risulta di nuovo leggermente più elevato nel Mugello rispetto alla media Toscana (8,6 persone ogni 1.000 abitanti – nella fascia infanzia e adolescenza, 19,8 ragazzi/e su 1.000, mentre gli adulti 6,4 sul 1.000). E, più in generale, è maggiore l’uso di antidepressivi nella nostra zona, tanto che le prese in carico per tossicodipendenze nella fascia 15-79 anni risulta maggiore rispetto ai dati regionali. In conclusione, quindi, possiamo rilevare come, in termini di disagi mentali, il Mugello si collochi lievemente sopra la media dei dati rilevati da AUSL Toscana Centro e Regione Toscana.
Ci sono altri studi in materia, anche riguardo ai cambiamenti di stili di vita dovuti al recente periodo pandemico?
Sì, un interessante studio eseguito dall’Università di Firenze, in collaborazione con l’Ordine degli Psicologi della Toscana, ci supporta nel comprendere l’impatto del COVID-19 sui disagi mentali. Analizzando i dati rilevati a marzo 2022 e a marzo 2023, si denota un aumento generale del numero dei pazienti di psicologi privati (pre-adolescenti e adolescenti aumento del 31% ; giovani adulti 20-30 anni +44%, 31-65 anni +21%).
Interessante, ed a quali tipi di disagi ci si riferisce?
Per quanto riguarda gli adolescenti i disagi psicologici più incidenti sembrano essere le fobie sociali e/o scolari (74%), i disturbi alimentari (63%) e l’autolesionismo (76%). Quanto ai giovani adulti, prevalgono i disturbi d’ansia (48%), le difficoltà nelle relazioni (40%), i disturbi depressivi (50%), i disturbi ossessivo-compulsivi (53%), le dipendenze (53%), i disturbi del sonno (56%) e l’abuso dgitale e social (75%). Per quanto riguarda gli adulti, invece, il disturbo post traumatico da stress (50%) appare quello maggiormente incidente.
Quali evidenze possiamo trarre da tutto questo?
Beh, appare piuttosto chiara la correlazione tra l’isolamento dovuto al Covid-19, l’avvento delle nuove tecnologie e l’aumento del disagio psicologico, soprattutto nei ragazzi/e. Infatti, il ritiro sociale e la difficoltà nelle relazioni potrebbero trovare origine nell’abitudine all’isolamento pandemico e al rifugio nelle nuove tecnologie.
Cosa possiamo fare, come società civile, per dare un valido supporto ad arginare il fenomeno, e quali interventi pubblici sarebbero necessari?
La responsabilità sociale degli adulti verso i giovani si dovrebbe concretizzare nella spinta all’autonomia, anche di pensiero, e nell’incentivare punti di aggregazione e socializzazione tra pari, soprattutto in una zona periferica come il Mugello, che offre meno stimoli rispetto alla città. Urge oltretutto introdurre, sempre in misura maggiore, la figura del (Social) Media Educator all’interno del contesto scolastico, che aiuti i ragazzi a comprendere le potenzialità dei nuovi media, e a correre al riparo dai possibili rischi che si nascondo nella rete. L’uomo è un essere sociale ed è proprio mediante l’esperienza e gli scambi con gli altri che si individua” e aumenta la consapevolezza in se stesso.
Grazie Erika per questa disamina semplice e chiara, un messaggio importante per tutti noi adulti.
Erika Luigia Fenaroli è una Psicologa con studio a Scarperia e San Piero, Via Provinciale n. 52. Ha concluso recentemente il percorso di studi, iscrivendosi poi all’Albo degli Psicologi, per inseguire una sete di conoscenza e una propensione all’aiuto delle persone. È presente sui social, ed ha un proprio sito web: www.erikaluigiafenaroli.it.
La dottoressa comunica che, a seguito dell’alluvione recentemente abbattutasi sul Mugello, si rende disponibile per un servizio di pronto intervento psicologico gratuito.
Elisabetta Boni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 19 marzo 2025




