
MUGELLO – Dopo la scomparsa di Antonio Barletti (articolo qui) un suo amico borghigiano ricorda lo spessore della sua figura e le caratteristiche uniche di una persona ricca di interessi, capace di essere ugualmente efficace con un gruppo di ragazzi, per l’esperienza di insegnante, o con un pubblico di esperti, in virtù del rigore dei suoi studi. Un ricordo da leggere, in memoria di Antonio:
C’era tanta gente alle esequie di Antonio, ed è normale quando scompare una persona conosciuta, ma è giusto chiedersi come tante persone avessero stretto una durevole amicizia con lui. Salta agli occhi la varietà dei suoi interessi: esperto di letteratura, appassionato musicista, curioso della storia; viaggiatore instancabile aveva documentato ogni esperienza diventando fotografo; e per capire luoghi e genti si era impegnato a studiarne cultura, passato, ambiente, religione; amava il suo Mugello la cui bellezza aveva testimoniato in alcuni libri, e coltivato, in senso letterale, nella casa in campagna dove, con operosità di contadino toscano perseguiva con pari cura la redditività degli olivi e l’armonia del paesaggio.

E si potrebbe continuare.
Trasmetteva queste sue esperienze grazie alla personalità aperta e spiritosa, e alla capacità comunicativa che lo rendeva ugualmente efficace con un gruppo di ragazzi, per l’esperienza di insegnante, o con un pubblico di esperti, in virtù del rigore dei suoi studi.
Ciò non basta ancora a delinearne la personalità, esisteva in lui un sostrato più ricco e profondo. Forse bisogna tornare tanti anni indietro, quando la mamma, Bianca, gli affidò alcuni libri di spiritualità cristiana.

Antonio non li lesse, li accantonò, come fanno i giovani tutti occupati a divorare le occasioni e i richiami della vita quotidiana.
Ma neanche li perse, e, giunto all’età matura quando si impongono in modo pressante interrogativi sul senso della vita, iniziò a leggerli con la lenta accuratezza di chi fa le cose sul serio, sottolineando le frasi significative e annotando a margine.

E la fede per allora solo ereditata divenne materia viva, scelta e scoperta personale, risposta ai quesiti che una mente profonda si pone.
Non si può non sottolineare che mentre la malattia ingenerosa che lo ha afflitto gli ha via via rubato la vivacità del carattere, e tutte le competenze e le qualità sopra elencate, non ha potuto impedire che fino agli ultimi giorni le sue gambe un po’ malferme attraversassero la piazza di fronte casa per recarsi alla messa vespertina, né togliergli la consolazione di seguire il rosario in tv, sulla rete cattolica.

E Antonio sarebbe felice di sapere di averci suggerito che mentre le virtù, e più ancora le miserie terrene, sfumano nel nulla della morte, la prospettiva di una dimensione ultraterrena dà senso a ogni ora della vita.
Un amico – Borgo San Lorenzo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 Ottobre 2025



