
MUGELLO – Quella di attività che chiudono è sempre una cattiva notizia. Lo è in particolare quando riguarda il mondo agricolo e zootecnico, settore strategico per il quale il Mugello è particolarmente vocato, ma che si conferma sempre più in difficoltà.
Protagoniste, stavolta, sono due stalle, che conferivano il proprio latte alla Centrale del latte di Firenze. Si tratta di quella di David Nencini, a Scarperia, e dell’azienda zootecnica Pifferi, nelle campagne di Senni al confine tra i Comuni di Borgo San Lorenzo e Scarperia e San Piero. E in entrambi i casi le ragioni sono legate al forte aumento dei prezzi dei materiali, a cominciare dai mangimi, alle difficoltà nel ricambio generazionale e ai prezzi di vendita del latte. “Il latte non è pagato quello che merita – afferma in un articolo pubblicato oggi, venerdì 3 Gennaio, da La Nazione Lorenzo Pifferi, uno dei due imprenditori agricoli – . Noi allevatori siamo sfruttati, prendiamo quanto gli altri decidono di darti. E chi acquista il prodotto non ti viene incontro”.
David Nencini, l’altro protagonista di questa vicenda, ha appena venduto 36 mucche ad una stalla di Piacenza, dove il loro latte sarà utilizzato per produrre il Grana Padano. Per il momento gli sono rimasti venti capi che però saranno presto venduti. E proprio su La Nazione Nencini ne spiega anche il motivo: “L’azienda la creò mio padre nel 1983, ora ha una certa età, e da solo non me la sento di continuare”. Ricordando anche però: “Se il latte fosse pagato il giusto prezzo la possibilità e la voglia di continuare ci sarebbero”.
Nel caso dell’azienda Pifferi, che si trova a pochi chilometri di distanza, cesserà l’allevamento da latte, ma saranno mantenuti i terreni agricoli per la coltivazione dei cereali. Anche in questo caso l’azienda è a conduzione familiare, nella quale lavorano Lorenzo Pifferi, suo padre, suo zio e suo cugino. Peccato, perché la loro stalla, che dovrebbe chiudere tra una ventina di giorni, contava 120 animali tra mucche e vitelli, con 50 vacche in produzione che davano ogni giorno alla Mukki circa 11 quintali di latte.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 Gennaio 2025







4 commenti
Queste sono notizie veramente tristi, purtroppo ricorrenti.
In Italia ed in Europa non si remunerano sufficientemente gli agricoltori, o peggio non si dà il giusto valore al loro duro lavoro, fatto di tante rinunce e privazioni.
Tutto nasce dalla scellerata vendita di Mukky… Ringraziate i vostri politici che avete votato negli anni scorsi. Sono notizie tristi.
La Mukki è stata venduta da dei fenomeni che probabilmente sono ancora in giro…
Bisogna essere CAPACI a fare profitto, vendere lo sanno fare tutti!!!
Delle amministrazioni locali più sveglie e pronte avrebbero potuto E POTREBBERO FARE ANCORA da capofila provvisoria per una cooperativa locale col marchio mugellano INDIVIDUABILE A PRIMA VISTA (lasciamo perdere l’ anonimo “Amu'” oltretutto epiteto non
toscano!!!)
UN INSIEME DI STALLE CHE VENDONO I PROPRI PRODOTTI SENZA INTERMEDIARI!!!
IL MARCHIO MUGELLO FAREBBE IL RESTO E MOLTO BENE!!!
gli intermediari guadagnano, gli agricoltori/allevatori faticano