BORGO SAN LORENZO – Il Filo ha rivolto alcune domande ai candidati mugellani alle elezioni regionali e ai consiglieri regionali uscenti del nostro collegio. Oggi è la volta di Saverio Zeni, residente a Borgo San Lorenzo, editore e redattore di un giornale locale, candidato sindaco per il centrodestra a Dicomano, dove attualmente è Consigliere comunale, un anno dopo è addirittura capolista di Forza Italia alle Regionali.
Come sei riuscito a fare breccia così rapidamente nel partito di centrodestra, tu che vieni da posizioni di sinistra?
“Questa domanda dovrebbe essere rivolta a coloro che si fanno portatori dei valori, cosiddetti, di sinistra. Io non ho rinunciato ai miei valori, che sono la concretezza, la competenza, e la trasparenza; che ho appreso avendo sempre lavorato in proprio. E’ la sinistra ad aver tradito secondo me i valori di cui si faceva portatrice: ad esempio la sanità non è assolutamente pubblica, o comunque non è vicina al territorio. I trasporti non sono vicini ai pendolari, e poi c’è l’annoso problema di un clientelismo ormai incancrenito attraverso regali e accordi che agiscono sul territorio. Purtroppo o fai parte del gruppo o devi arrangiarti. Nonostante questo con il mio giornale ho portato innovazione sul territorio, e altri quotidiani hanno poi seguito questa strada, forse obbligata. In questi anni mi sono trovato a dover dire no a dei compromessi. Facendo informazione indipendente, sono stato attaccato con querele temerarie, che poi ho vinto. Oppure si è agito per non farmi più arrivare inserzionisti pubblicitari”.
Storicamente sei sempre stato molto vicino ad Anpi, tradizionalmente di sinistra
“Non sono io a tradire, io rimango nelle mie posizioni. Per essere coerente non è detto che si debba essere di destra o di sinistra. Essere dell’Anpi significa riconoscere dei valori, e io sono iscritto, nonostante quest’anno abbia avuto un po’ di problemi per ricevere la tessera. Ma questo è ininfluente, io riconosco il valore di chi veramente si è sacrificato per tutti, che non ha fatto differenze.
Aderendo a Forza Italia ho aderito a un partito che si richiama al centro: un partito di moderati. Pertanto non vedo il problema. Ricordo che alla Resistenza hanno partecipato a tante realtà politiche: un panorama piuttosto ampio. Insomma: se la sinistra soffre un’emorragia di voti, se molti si rifugiano nel non voto o se votano Fratelli d’Italia o il centro-destra, probabilmente le domande dovrebbero farsele coloro che continuano a mantenere questo status quo. Il Partito Democratico ormai è tutto e il contrario di tutto”.

Tu però hai sostenuto attivamente l’iniziativa ProGaza della Flotilla, e sei anche nettamente contrario all’eolico di Villore. Sono posizioni condivise nel tuo partito?
“Sì, e lo dimostra il fatto che sono stato messo capolista. Quando ho aderito a Forza Italia ho letto il manifesto della libertà. Il concetto di libertà non è un concetto astratto, e le opinioni diverse contribuiscono alla crescita.
Preciso poi che io non sono contro l’eolico, ma contro questo progetto. Un progetto fatto male, nato male, portato avanti male da soggetti che si sono presentati male sul territorio. Agsm, ad esempio, mi ha fatto due querele per aver semplicemente pubblicato delle notizie. Cause che poi ho vinto. Ma ho ricevuto querele anche per il caso Forteto, e anche lì da soggetti piuttosto importanti, tentativi di zittire una voce che riportava quel che succedeva sul territorio”.
Parliamo del tuo ruolo di editore, se sarai eletto lo manterrai? Pensi che ci possa essere un conflitto di interessi?
“Parlando di conflitti di interessi, nella Regione Toscana si potrebbero citare molti esempi, ma a me non interessa vedere quello che fanno gli altri. La testata giornalistica ha un direttore responsabile. Ed è il direttore responsabile che ha in mano la strategia del giornale. Alla fine è come chiedere a un altro Consigliere, che fa l’imbianchino, se continuerà a farlo. Penso che per me possa parlare la mia storia di editore, abbiamo dato voce a tutti: dal Partito marxista leninista a Casa Pound, senza fare editoriali. Pubblichiamo quello che ci arriva, da una parte e dall’altra”
La prima proposta che porterai in Consiglio Regionale se sarai eletto?
“La salvaguardia dell’ambiente e i trasporti per i territori dimenticati come il Mugello. Più che fare una proposta si tratterà di riprendere le problematiche fondamentali e cercare di superare gli ostacoli che non permettono la soluzione o il miglioramento dei problemi”.

Sai dirmi una cosa positiva e le più negative fatte dalla Giunta Giani?
“Amministrare è complesso. Lo sto vedendo in Consiglio comunale. Occorre competenza, e bisogna affidarsi ai tecnici e ai responsabili degli uffici, facendo in modo che siano messi nelle condizioni di lavorare nel miglior modo possibile. Il mio modo di lavorare è quello di creare empatia, di dare a tutti il giusto valore che meritano. Invece da cittadino vedo tantissimi annunci: è deprimente ad esempio che Consiglieri regionali, come Fiammetta Capirossi, dicano adesso che la Faentina dovrebbe migliorare. Sono trent’anni che la Faentina è così, potevano intervenire prima. E se non hanno le capacità lo dicano e vadano a fare qualche altra cosa. A Giani vorrei invece regalare il diploma di guida turistica della Toscana: di ogni posto che visita conosce tutto, è giusto che faccia la guida turistica”.
Una priorità per la crescita economica del Mugello?
“I trasporti. In Mugello ci sono imprenditori e aziende con buone idee, e che, nonostante tutto, rimangono sul territorio. Però è come partecipare ad una gara ciclistica nella quale le aziende fiorentine o di altre città gareggiano con la bicicletta elettrica, e invece quelle mugellane con quella muscolare, e in più con del peso. Ecco, vanno intanto liberate da questo peso. Poi serve omogeneità di normative e di trattamento, e ci vogliono anche politiche di aiuto. È impensabile che un’azienda con un grande piazzale debba pagare una Tari spropositata”.
Come sta andando la campagna elettorale?
“È stata molto breve. Io poi faccio una campagna francescana. Ho acquistato spazi sul mio giornale, non da altre parti. Ho fatto io stesso i manifesti e le grafiche. Ho dato fondo a tutti i contatti che avevo in agenda, ai quali cerco di inviare le giuste informazioni, nella speranza che mi diano la loro preferenza. Devo dire che per me la scelta di entrare in Forza Italia, che dieci anni fa ha rischiato di sparire, è stata una scelta di coraggio; potevo tranquillamente scegliere qualsiasi altro partito e forse sarei stato ugualmente capolista. Non l’ho fatto. Ho scelto Forza Italia: un partito moderato che si sta ricostruendo. Non faccio una campagna aggressiva denigrando l’avversario. Non occorre: è facile confrontarsi con gli avversari del Pd o del campo largo, perché sono la dimostrazione dell’incoerenza. Basta considerare l’accordo dei Cinque Stelle con Giani: solo fino al giorno prima si offendevano, poi si sono accordati. Credo che il Pd abbia accettato perché si è reso conto che i voti stanno drenando. E questo perché hanno tradito tutto”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 ottobre 2025



